Piazza vietata ai poliziotti anti Giuliani

Il sindacato Coisp nell’anniversario del G8:faremo rimuovere la targa in memoria del ragazzo ucciso A Genova scoppia la polemica.Il padre:cercano solo pubblicità.La questura dice no alla manifestazione

GENOVA. Da alcuni anni il copione si ripete, identico: il sindacato di polizia Coisp (lo stesso che organizzò il sit in a Ferrara, sotto le finestre della madre di Federico Aldrovandi) annuncia, pochi giorni prima della ricorrenza, una manifestazione in piazza Alimonda. Un luogo simbolo di Genova. Qui, il 20 luglio di 14 anni fa, un colpo di pistola al volto uccise Carlo Giuliani. E qui, ogni anno, il comitato che porta il nome del giovane colpito durante gli scontri del G8, ne organizza il ricordo.
L’ipotesi, dal sapore della provocazione, non si è mai concretizzata. Ma, questa volta, il segretario del Coisp ligure, Matteo Bianchi, sembrava avere nuove carte da giocare. E così ha tempestivamente annunciato che, dopo anni di dinieghi, il presidio, con tanto di raccolta di firme per rimuovere il cippo che ricorda il ragazzo, era stato finalmente autorizzato da non meglio precisate “autorità preposte”.
Giusto il tempo di scatenare polemiche ed incassare reazioni. Ma non oltre, perché nel pomeriggio la questura genovese ha notificato il decreto con cui la manifestazione viene formalmente vietata per ragioni di ordine pubblico. La richiesta, peraltro, era stata presentata nel giugno 2013 e poi reiterata.
Il faccia a faccia, così, non ci sarà. Rimane quello virtuale, negli stessi giorni in cui la madre di Aldrovandi ha scelto di ritirare la querela contro il segretario Coisp, Franco Maccari.
Il sindacato, nel motivare l’idea della contromanifestazione, aveva spiegato che la manifestazione non avrebbe voluto essere «assolutamente etichettata come una boutade o peggio ancora una provocazione, ma essere un momento costruttivo dal quale però far emergere il G8 genovese in tutta la sua cruda e difficile realtà evitando che diventi per l’ennesima volta solamente un pretesto per attaccare nuovamente l’operato delle forze dell’ordine». I toni non sembravano particolarmente concilianti: «Fin dalle prime luci dell’alba raccoglieremo firme per togliere la targa posta ufficialmente nel 2013 per ricordare il ragazzo». Una lapide che per il Coisp è una forma di cattiva educazione per le giovani generazioni:«Per chi non lo ricordasse, Carlo Giuliani cercò di uccidere un carabiniere servendosi di un estintore».
Era bastato l’annuncio perché si scatenassero reazioni a catena. Con il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero a definire l’idea come «indecente provocazione», l’Arci a chiamare all’appello tutte «le forze democratiche contro un’offesa alla memoria della città e del Paese». E ancora Sel, con i suoi referenti nazionali e locali impegnati a chiedere al prefetto di Genova di bloccare la manifestazione.
In campo, inevitabilmente Giuliano Giuliani, padre di Carlo, tra i promotori dell’ormai tradizionale happening, con reading e musica in piazza Alimonda. Con pacatezza e la convinzione che, il Coisp, il 20 luglio, sarebbe rimasto a casa. «È sempre la stessa storia. Quel sindacato cerca solo pubblicità. Ma ancora una volta, in strada, ci saremo soltanto noi». Poco dopo la conferma che la speranza fosse ben riposta.

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