Torino operaia e un film particolare

lotte operaie

Stracolmo il cinema delle adunate tradizionali, al centro di Borgo San Paolo, cuore della città di un tempo. ‘Senza alcun permesso’, l’emozionante lavoro di Perotti presentato da Aiuraudo e Landini

Il cinema è quello delle adunate tradizionali, al centro di Borgo San Paolo, cuore della Torino operaia di un tempo, l’Eliseo, e i suoi mille posti sono stipati di delegati della Fiom del Piemonte. Per l’occasione si proietta il film di un regista molto particolare: Paolo Perotti, operaio di Mirafiori dal 1969 che dall’interno e dall’esterno della fabbrica più grande d’Italia ne ha narrato con la cinepresa la storia di lotta, le vittorie straordinarie e anche la sconfitta storica del 1980.

Il film – che si chiama, significativamente “Senza chiedere permesso” – è un documento straordinario di una straordinaria stagione in cui i rapporti di forza con la Fiat furono piegati grazie all’unità e all’inventiva operaia. Nei cortei immensi e nei comizi improvvisati si riconoscono i volti dei nostri storici compagni: Usai, Furchì, tanti altri di quell’epoca vittoriosa. Più di un’ora di commozione che precede una tavola rotonda, una riflessione su ieri e su oggi: c’è Giorgio Airaudo, che quand’era segretario della Fiom di Torino è stato – si può dire – il produttore spirituale del film di Perotti, e ora è candidato sindaco della città per la lista “Torino in comune”; c’è Antonio Pizzinato, ex segretario generale della Cgil, che ripercorre i giorni difficilissimi dell’80, ripensando a errori e ragioni del sindacato in quella vicenda. Ci sono anche io a ricordare di quando le porte 1 e 2 di Mirafiori erano l’agorà della politica di sinistra e Torino la capitale del movimento, una mecca del pellegrinaggio di ogni militante. Nel film di Perotti sono tante le pagine del manifesto che figurano.

Ma l’assemblea è importante soprattutto per quello che dice Landini: sul che fare oggi. E’ in questa assemblea che il segretario della Fiom lancia la sfida importantissima su cui tutta la Cgil, ufficialmente, proprio ieri si è impegnata: dal 9 aprile inizierà la raccolta di firme per un progetto di legge di iniziativa popolare che propone un nuovo statuto dei lavoratori, questa volta con un art.18 per tutti, non solo per chi lavora in aziende con più di 15 dipendenti, oramai non più molte. E, a supporto dell’iniziativa, ai gazebo in tutte le piazze d’Italia si registreranno anche le firme per tre referendum mirati all’abrogazione di altrettanti pezzi del Job Act: disciplina del voucher, norme sugli appalti e norme sui licenziamenti.

Landini ha parlato anche della battaglia per il rinnovo del contratto di categoria, anche questa una prova difficilissima e decisiva non solo per i metalmeccanici. «Siamo ad un passaggio in cui ci si gioca la contrattazione collettiva, un pilastro del modello sociale europeo», ha detto.

La sala è stracolma e combattiva, tantissime le donne. Anche se alla Fiat ci sono oramai solo 15 mila operai e non più 60 mila; anche se nei prossimi mesi i tantissimi che godono di ammortizzatori sociali resteranno via via senza tutela; anche se Torino annega in milioni di voucher che nascondono lavoro nero, nonostante tutto la Fiom è sempre la Fiom: sta in prima linea. La sua sfida ci riguarda tutti, i referendum non sono uno scherzo, come sappiamo.
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Per chi vuole il dvd di “Senza alcun permesso”, il film di Perotti, scrivere a Pier Milanese pier@cinefonie.it .Tel 0112767870

il trailer è visibile sul sito del film

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