Miccia Corta, una storia di Prima linea
Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato
(George Orwell)
Dedicato a tutti quelli che avevano vent'anni nel 1977.
E che ora ne hanno diciotto

(Andrea Pazienza)

Copertina del libro: Miccia corta, una storia di Prima linea

 

Miccia corta, una storia di Prima linea

Da inizio novembre 2009 è in libreria la nuova edizione di Miccia corta (DeriveApprodi editore) che contiene materiali aggiuntivi rispetto al volume uscito nel 2005:
- Una nota dell'autore che riepiloga la vicenda del film
La prima linea, ispirato a questo libro (con la regia di Renato De Maria e interpretato da Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno).
- Una postfazione di Roberto Silvestri e Cristina Piccino, critici cinematografici del quotidiano "il manifesto", che intervengono sulle censure ministeriali e sui linciaggi mediatici che hanno accompagnato lo sviluppo del film.
- Una scheda utile a sintetizzare i contesti dentro i quali sono collocate le vicende raccontate in
Miccia corta.

 

 

Dalla nota dell'autore alla nuova edizione:

 

« Si sono insomma imposte condizioni e paletti affinché il film venga scritto e girato "a comando", con la libertà artistica legata al guinzaglio e minacciata di rappresaglia economica, con un meccanismo degno dei tempi di McCarthy. Ma, allora, c'era se non altro un movimento di opposizione alle persecuzioni e ai bavagli. Ora, che la censura si è fatta democratica e bipartisan, tutto tace e tutto va bene.

Giudicheranno gli spettatori del film se e quanto gli effetti di queste continue pressioni e degli infiniti vincoli (di fronte ai quali nulla hanno eccepito regista e produttore, accettandoli in silenzio) sono rintracciabili nel prodotto finale.

Per parte mia, ho ricavato il giudizio che il film La prima linea , assai liberamente ispirato a questo libro, ne tradisce una caratteristica fondamentale: quella che riassume l'albero genealogico, i riferimenti ideologici, culturali, le famiglie di provenienza, le motivazioni, le aspirazioni, per quanto infine pervertite dalle pratiche. Con il rischio che si tratteggi un Romanzo criminale, anziché fornire necessari elementi di lettura, comprensione e contestualizzazione su quello che è stato, comunque, un fenomeno dalla radice politica e sociale.

Anche in quel film ( il che mi appare paradossale e beffardo, dato che trae origine dal mio libro ) la verità ufficiale, resa orwellianamente indiscutibile, ci ha invece reso orfani. Meglio: figli di NN, come era scritto una volta nei documenti anagrafici, di genitori ignoti e sconosciuti.

Eppure nostro padre è ampiamente rintracciabile nelle biografie individuali e nei contesti temporali, sociali e politici nei quali siamo nati e cresciuti: si chiamava movimento del 77, anch'esso, peraltro, banalizzato, criminalizzato e misconosciuto; e prima ancora, per la gran parte di quanti diedero vita a Prima linea, è rintracciabile nella militanza nei gruppi della sinistra extraparlamentare dei primissimi anni Settanta, in particolare Lotta continua e Potere operaio.

Nostra madre veniva invece da un casato più antico, che aveva avuto corso ed era stato assai fecondo lungo tutto il Novecento. Il suo nome era: rottura rivoluzionaria. Un'utopia concreta che aveva preso le mosse dal '17 sovietico, ma che affondava le robuste radici sin nel rivolgimento francese di fine Settecento e nei moti e nella cultura anarchica, proletaria e socialista dell'Ottocento, nelle aspirazioni alla libertà, all'eguaglianza, alla fraternità e alla giustizia sociale ».

 


Miccia corta una storia di Prima linea

Sergio Segio, il «comandante Sirio», è stato tra i fondatori di Prima linea, l’organizzazione armata di sinistra attiva negli anni Settanta che ha contato mille militanti e migliaia di simpatizzanti.

Nel libro Miccia corta (Derive Approdi editore) Segio descrive una delle azioni più clamorose e audaci della lotta armata in Italia: l’assalto al carcere di Rovigo con cui liberò la sua compagna e altre tre detenute politiche.
Il racconto si snoda in una sola giornata, il 3 gennaio 1982, con un ritmo incalzante tipico delle migliori sceneggiature di film d’azione.
Ma, oltre al racconto dell’azione che ha simbolicamente chiuso un’epoca, il libro ripercorre le lotte e i movimenti degli anni Settanta, descrive le origini della scelta della ribellione armata, ricorda in dettaglio le stragi fasciste e le deviazioni istituzionali che contribuirono a innescarla.
Segio scrive che «Gli anni Settanta sono un passato che non passa. E anche di questo occorrerebbe chiedersi le ragioni e tentare delle risposte. Non è questo libro la sede, ma pure spero possa in qualche modo contribuire a porre l’esigenza».

Copertina del libro: Miccia corta, una storia di Prima lineaCopertina del libro: Una vita in Prima Linea Sergio Segio

Nel nuovo libro Una vita in Prima Linea (Rizzoli editore), in libreria dal novembre 2006, Segio allarga lo sguardo e l’analisi alla complessità degli anni Settanta, raccontando e documentando l’intero tragitto di Prima Linea e i contesti sociali, politici e culturali nei quali e dai quali si sviluppò. Il volume è corredato da dettagliate cronologie e bibliografie.
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