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News per Miccia corta12 - 10 - 2008 Sarkozy: non sarà estradata l´ex brigatista Marina Petrella
(la Repubblica, lunedì, 13 ottobre 2008)
GIAMPIERO MARTINOTTI
PARIGI - Marina Petrella resta in Francia, Nicolas Sarkozy ha abrogato il decreto di estradizione verso l´Italia. L´ex brigatista, condannata all´ergastolo per omicidio, è in condizioni critiche all´ospedale psichiatrico parigino Sante-Anne e il capo dello Stato ha deciso di applicare la clausola umanitaria prevista dalla convenzione italo-francese del 1957. La Francia, insomma, non si fida dell´Italia, teme che le Petrella sia spedita in carcere invece di essere curata in un ospedale. E l´Eliseo ha deciso di liberarla. Una decisione in cui hanno svolto un ruolo di primo piano Carla Bruni e sua sorella, Valeria Bruni-Tedeschi: la First Lady ha detto al sito di `Libération´di aver portato alla Petrella, mercoledì scorso, un messaggio del marito che le annunciava la decisione di non estradarla.
La posizione francese è stata contestata in Italia dal sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati: «E´ una decisione che mi lascia perplessa. Non mi piace che la Francia consideri l´umanità nel trattamento dei detenuti quasi un marchio esclusivo. Nel nostro Paese la riabilitazione attraverso il reinserimento sociale e le cure adeguate, in caso di malattia, sono principi inseriti nella Costituzione».
Malgrado la libertà provvisoria che le è stata accordata in agosto, la Petrella non si è ripresa, secondo i suoi amici continua ad essere alimentata con una sonda e non dà segni di ripresa. E su questi dati si è basato Sarkozy, stando al comunicato dell´Eliseo: «Malgrado le cure premurose di cui gode, il suo stato di salute non è migliorato. I medici che l´hanno esaminata hanno concluso che la profonda depressione di cui soffre è suscettibile di mettere in causa la sua sopravvivenza. E´ per questo motivo che il presidente della Repubblica ha chiesto al primo ministro di applicare la clausola umanitaria della convenzione di estradizione del 1957 e di ritirare il decreto di estradizione che la riguarda». Il comunicato dell´Eliseo, naturalmente, cerca di calmare le inevitabili proteste italiane: «Questa misura individuale è stata presa in considerazione della sola situazione sanitaria della signora Petrella. Non attenua l´impegno della Francia in materia di lotta contro il terrorismo e la sua cooperazione con le democrazie in questo campo». Irène Terrel, legale di gran parte dei terroristi italiani rifugiati Oltralpe, ha letto la decisione alla Petrella: «Quando gliel´ho annunciata, ha pianto molto, ha tremato, ma non era in condizione di rendersi veramente conto della cosa. I medici non sanno se riuscirà a cavarsela».
La decisione dell´Eliseo, però, va al di là del caso Petrella. Nessuno contesta lo stato di salute dell´ex brigatista, ma dopo una simile scelta è evidente che per la Francia diventa di fatto impossibile estradare quei pochi terroristi italiani, una decina, condannati per crimini di sangue e di cui l´Italia continua a chiedere l´arresto. In pratica, la scelta di Sarkozy equivale a un ritorno alla dottrina Mitterand. Finora quella linea non è stata seguita solo in due casi oltre a quello della Petrella: Paolo Persichetti è stato arrestato ed estradato nell´agosto 2002, mentre Cesare Battisti, dopo essere stato arrestato Oltralpe, è fuggito ed è attualmente in attesa di estradizione in Brasile.
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