Cara Direttore,
comprendo bene il dolore dei parenti delle vittime del così detto "terrorismo", ma il problema di che cosa sia stato il terrorismo della sovversione di sinistra, non è stato mai affrontato.
Ho detto e scritto più volte che, certo, le Brigate Rosse, Prima Linea e altre organizzazioni sovversive di sinistra, hanno commesso dei crimini, ma dei crimini politici, come sempre ne sono stati commessi in tutte le Rivoluzioni, da quella francese a quelle risorgimentali.
In Italia abbiamo avuto una "guerra civile strisciante", o una "rivoluzione a bassa intensità". I "terroristi" erano tutti marxisti-leninisti che intendevano innescare con i loro atti "terroristici" la "rivoluzione", e che pensavano di "continuare la Resistenza interrotta", e cioè una "resistenza" che dopo la "Resistenza patriottica" e la "Guerra civile", fosse "guerra di classe" per l`instaurazione della dittatura del proletariato, come è avvenuto infatti nei Paesi dell`Est. Per quanto riguarda la brigatista Marina Petrella, vorrei sommessamente osservare che nessuno, dico nessuno dei brigatisti rossi che sequestrarono e uccisero Aldo Moro o uccisero o ferirono poliziotti, carabinieri, giornalisti, magistrati sono astretti nelle patrie galere, e che molti esponenti delle Br scrivono libri e articoli anche su importanti organi di stampa, e vengono regolarmente invitati nelle università e nei circoli di cultura. E che nel paese di Cesare Beccaria si dica che per la Petrella non vale la clausola umanitaria, mi sembra invero poco umanitario.
Cordialmente
Francesco Cossiga