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News per Miccia corta
13 - 05 - 2010
Ciancimino riconosce le spie che avevano rapporti col padre
| (la Repubblica)
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| PALERMO -
«Il signor Franco? Ci chiediamo anche noi chi sia. Forse è un uomo di
apparato», dice il magistrato della Dda di Palermo Antonio Ingroia
riferendosi al misterioso personaggio che, negli ultimi 30 anni, avrebbe
fatto da trait d´union tra Vito Ciancimino e pezzi delle istituzioni. E
il figlio di Don Vito, che da tempo parla di quest´uomo ancora senza
volto, adesso sembra pronto a condurre i magistrati alla sua
identificazione. «Ho ritrovato un vecchio cellulare nel quale avevo
ricopiato i numeri di quella Sim sparita e sulla quale c´era il numero
del signor Franco. E lo porterò in Procura insieme ad altra
documentazione che dovrebbe consentire anche la sua identificazione», ha
annunciato ieri Ciancimino ospite della puntata di «Anno Zero» dedicata
anche alla svolta nelle indagini sul fallito attentato dell´Addaura a
Giovanni Falcone, con il coinvolgimento di uomini «buoni» e «cattivi»
dei Servizi segreti, anticipata nei giorni scorsi da «Repubblica». E di
uomini dei Servizi che avrebbero accompagnato il signor Franco a casa
sua in tutti questi anni, Massimo Ciancimino ne ha riconosciuti già due
negli album con le foto che gli sono stati mostrati dai magistrati di
Palermo e Caltanissetta. Solo due numeri (il 5 e il 27) per Ciancimino
visto che, per tutelare l´identità degli agenti, non gli è stata
rivelata l´identità. «Il 27 - dice ora Ciancimino - aveva un ruolo
certamente importante visto che discuteva con mio padre anche da solo e
mi è stato detto che è una persona molto ben quotata nei Servizi. Il
numero 5, invece, è quella persona che, accompagnata da carabinieri,
venne a casa mia mentre ero ai domiciliari e recentemente mi ha invitato
a tacere e non aprire bocca e non escludo sia coinvolto anche nella
spedizione di qualcuno dei tanti anonimi minacciosi che mi sono
arrivati». (a.z.) |
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