News per Miccia corta

15 - 06 - 2005

Come nacque la ``strategia della tensione`` - di Roberto Rosso

Come nacque la ``strategia della tensione``
di Roberto Rosso


Nel 1969 l`Italia deve la particolare collocazione dentro alla guerra fredda alla sua rilievanza geostrategica, nel confronto con il Patto di Varsavia, e alla presenza nella sua vita politica del maggiore partito comunista dell`area atlantica. L`attenzione dei servizi americani per il nostro paese nasce in ogni caso dentro al quadro strategico che si delinea già nell`immediato dopoguerra.

Citiamo la relazione Pellegrino alla commissione stragi: ``Il quadro internazionale più volte richiamato, che si determinò già nella fase finale del secondo conflitto mondiale e venne a consolidarsi nei decenni successivi, è così noto da non meritare forse troppa ampia esplicitazione. Sicché è solo compiutezza espositiva che induce a rammentare, sia pure in termini di dovuta sommarietà, come il 12 marzo 1947 il Presidente degli Stati Uniti, Harry Truman, di fronte al forte espansionismo sovietico nell`Europa orientale, pronunciò dinanzi al Congresso il celebre discorso che sarebbe stato ricordato come l`enunciazione della dottrina che porterà il suo nome. In base ad essa gli Stati Uniti si facevano carico di proteggere militarmente qualsiasi zona del mondo fosse stata minacciata da eserciti di paesi comunisti e da forme di guerriglia comunque appoggiate da paesi di area comunista. Una enunciazione programmatica, che informò di sé tutta la politica statunitense del successivo quarantennio.``

In Italia questa strategia portò alla creazione di una rete clandestina -distinta dai servizi segreti - che conosceremo poi col nome di Gladio analoga alle reti costruite in altri paesi europei per agire dietro le linee (Stay Behind) in caso di occupazione sovietica. Alla fine degli anni `50 e all`inizio dei `60 viene meno l`illusione di un` Italia pacificata e le contraddizioni della classe politica partoriscono il governo Tambroni, il primo governo di centro destra italiano, nato con l`appoggio esterno del MSI (Movimenti Sociale Italiano), e affossato dalla mobilitazione operaia e antifascista. E` in questo contesto internazionale che il Sifar di De Lorenzo scheda decine di migliaia di attivisti politici, sindacalisti e uomini politici. Ed è in questo clima che, dentro agli ambienti italiani più reazionari, riceve luce verde il cosiddetto ``piano Solo`` , spalleggiando lo stesso generale De Lorenzo quando, in alta uniforme, si presenta al presidente Segni per chiedere e ottenere una soluzione moderata della crisi politica.

Si da generalmente come data di nascita della Strategia della Tensione il convegno che si svolge dal 3 al 5 maggio del 1965 di cui si occupa ampiamente la relazione della Commissione Pellegrino, all`interno dei lavori della Commissione Stragi: «Il convegno ebbe ad oggetto ``La guerra rivoluzionaria`` e cioè una dottrina che circolava ormai da qualche anno negli ambienti militari, soprattutto sotto l`influsso di anteriori esperienze francesi, ed oggetto infatti di analoghi convegni iniziati a Parigi nel 1960». Il carattere di ufficialità del congresso - vi partecipavano parlamentari, uomini di governo, esperti politicomilitari dei principali paesi occidentali - è un ulteriore, inequivoco segno del clima di contrapposizione che favorì, successivamente e in ambito questa volta locale, il proliferare di analoghe iniziative. Da ciò la necessità per la parte avvertita del mondo occidentale di una risposta adeguata ed efficace sullo stesso terreno e cioè mediante tecniche appropriate che il convegno, appunto in tale prospettiva di studio, si poneva il compito di individuare. In sede saggistica si è osservato che, se da un lato il convegno non presentò particolari novità dal punto di vista delle analisi della guerra rivoluzionaria e delle strategie di risposta, lo stesso fu caratterizzato da una forte enfasi sull`imminenza del pericolo e sulla necessità di passare immediatamente all`azione in un tono di ossessivo anticomunismo; spinto, si è scritto, ``ai confini della paranoia``. E` un giudizio, quest`ultimo, che non può condividersi appieno. In realtà dalla riflessione della Commissione i contenuti culturali del convegno appaiono in linea con i dettami della dottrina Truman e della politica estera statunitense da questa ispirata, così come emerge dalle fonti documentali.

La strategia della guerra rivoluzionaria elaborata durante il convegno si presenta come risposta di conservazione degli assetti di potere, sociali e politici, non solo alle lotte sociali montanti nel nostro paese, ma anche come risposta alle lotte di liberazione che hanno investito gli imperi coloniali e stanno nel frattempo modificando i rapporti di forza a livello internazionale. Le diverse organizzazioni ed i gruppi coinvolti a vario titolo nella strategia della tensione trovano il loro collante non in una ideologia neofascista (che caratterizza esplicitamente solo una sua componente) ma nell`ideologia del contenimento anti-comunista tipica delle guerra fredda. Nel periodo che va dal 1969 anno della strage di Piazza Fontana al 1974 anno delle due stragi di Brescia P.zza della Loggia e dell`Italicus , si colloca la crescita politica e sociale dell`Italia attraverso uno straordinario ciclo di lotte operaie e sociali, che si saldano con le lotte per i diritti civili. Il blocco di potere che aveva gestito unitariamente la Strage di piazza Fontana arriva al 1974 diviso al suo interno . Nuove ipotesi ed alleanze per una svolta autoritaria si articoleranno ed accompagneranno l`evoluzione dello scontro politico in italia. Il cosiddetto `Piano di Rinascita Democratica` della loggia occulta P2 e la lista degli iscritti alla stessa loggia illuminano quelle strategie: con straordinarie analogie col nostro presente.

Il contesto strategico della dottrina Truman scompare nel 1989 con la scomparsa dell`Unione Sovietica, ma gli apparati, le strategie, le pratiche che per mezzo secolo si erano sviluppate ed evolute non seguirono la sorte dell`URSS. Nel nuovo millennio si sono ulteriormente convertite nella pretesa dell`unica potenza dominante di intervenire, di intromettersi negli affari interni di ogni paese, in ogni angolo del mondo. Allora, in seguito a quel 1969, la pratica della controinformazione, dopo la strage di Piazza Fontana, ottenne risultati straordinari, e si assunse il compito di svelare e mettere in crisi quel disegno di destabilizzazione. Influenzò i movimenti e si saldò all`emancipazione politica di una vasta rete di professionisti dell`informazione. Oggi il neo-liberismo, nella sua perdita di legittimità, intreccia la pratica della guerra permanente con il controllo sul ciclo dell`informazione e della comunicazione.

Oggi la conoscenza e l`informazione costituiscono un diritto fondamentale, un bene indivisibile dell`umanità. Nella lotta contro il pensiero unico e la guerra permanente i movimenti assumono il tema delle nuove libertà: diffusione della conoscenza, disponibilità degli strumenti di comunicazione e rifiuto radicale della guerra.


(da www.socialpress.it)
I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori