News per Miccia corta

23 - 02 - 2008

Poliziotto perdona la "pantera nera" che trent'anni fa gli sparò

WASHINGTON (Stati Uniti) – Il tribunale di Chicago ha inflitto una singolare e mite condanna a una ex pantera nera, un rivoluzionario armato degli anni Sessanta che rischiava 20-25 anni di carcere per avere ferito gravemente un poliziotto bianco nel 1969: su intercessione della vittima che lo ha perdonato, Joseph Pannell sconterà solo un mese di detenzione, ma verserà 250 mila dollari a un fondo per le famiglie degli agenti uccisi nell’adempimento del dovere.

«MERITO DI OBAMA» - Nell’America della condanna a morte e della lotta al terrorismo, la storia di Pannell e di Terrence Knox, il poliziotto ferito, oggi un uomo d’affari che aiuta gli ex commilitoni, ha destato curiosità e commozione. Pannell, che per quasi 40 anni ha condotto una vita esemplare in Canada dove era fuggito, ha attribuito parte del merito dell’inatteso buonismo della polizia e della corte a Barack Obama, le cui radici politiche sono a Chicago: «In questa città - ha detto - una volta neri e bianchi si uccidevano. Grazie a Obama, oggi si stanno riconciliando».

LA FUGA IN CANADA - Pannell, allora diciannovenne, e Knox, ventunenne, si scontrarono il 7 marzo del 1969 davanti a un liceo della città. Il poliziotto fermò la pantera nera per accertamenti, questi estrasse la pistola e lo colpì ripetutamene al braccio destro, che rimase incapacitato. Arrestato e rilasciato in libertà provvisoria su cauzione, Pannell fuggì in Canada, assunse il nome di Gary Freeman (Freeman significa uomo libero), sposò una canadese e si rifece una vita: rispettò la legge, lavorò come ricercatore in una biblioteca, mise su casa, prese parte a numerose iniziative sociali, allevò tre figli. La polizia di Chicago lo rintracciò nel 2004 e ne chiese l’estradizione.

«PAGO IL MIO DEBITO» - Amici e compagni di fede andarono al suo soccorso, raccogliendo fondi per gli avvocati. Ma il mese scorso, incoraggiato dai messaggi inviatigli da Knox e dal successo di Obama, l’ex pantera nera decise di consegnarsi alla giustizia: «Ciascuno di noi deve assumere le sue responsabilità, chiedere perdono e pagare il suo debito» disse.

DAVANTI AL GIUDICE - Pannell, che adesso ha 58 anni, e Knox, che ne ha 60, sono apparsi insieme in aula ieri. Non si sono parlati, ma entrambi hanno definito la vicenda «una tragedia americana», chiedendo al giudice di darle un lieto fine. «E’ pentito - ha dichiarato Knox del suo feritore - e sono cambiati i tempi. Non vedo perché processarlo e incarcerarlo per un quarto di secolo: sarebbe un enorme spreco di soldi, e alimenterebbe le tensioni razziali. È molto meglio che si riscatti contribuendo al fondo per le famiglie degli agenti uccisi. Servirà da esempio per tutti». Il giudice si è mostrato d’accordo, osservando che Pannell era stato un buon marito, padre e cittadino, e si era parzialmente riscattato. Neil Cohen, il legale dell’ex pantera nera, ha precisato che i 250 mila dollari, raccolti negli Usa oltre che in Canada, sono già pronti. Pannell resterà in libertà vigilata a Chicago con la famiglia per due anni, poi tornerà nel Paese d’adozione.

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