News per Miccia corta

19 - 07 - 2005

Strage di Bologna: la fantasiosa ipotesi di Cossiga

Roma, 20 LUG (Velino) - ``Le carte raccolte dalla commissione Mitrokhin a mio avviso potrebbero costituire valida base per la revisione del processo che porto` alla condanna della Mambro e del Fioravanti, difesi presso di me da esponenti importanti delle Brigate rosse che teorizzarono il perche` i due non potessero essere che innocenti. Ma io non lo consiglierei, perche` ancora troppo forte e` nella magistratura l`affascinante teoria da me gia` sopra illustrata: `essere stato` e `essere`, non quello che fattualmente fu o e`, ma cioe` che `doveva` o anche oggi `deve essere` nell` interesse dell` `idea`, perche` non la `verita` genera la rivoluzione`, ma `la rivoluzione la verita``, o come Giancarlo Paietta affermava con semplicita`, onesta`, candore e coraggio: `Meglio sbagliare con il partito, che avere ragione fuori del partito```. È quanto ha scritto il presidente emerito della Repubblica e senatore a vita, Francesco Cossiga, in una lettera inviata oggi a Vincenzo Fragala`, deputato di Alleanza nazionale e componente della giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati. Nel messaggio, reso noto dal suo portavoce, Cossiga ricorda: ``Ero presidente del Consiglio dei ministri. Quando la polizia stradale intercetto` un camion con due missili, scortato dal `pacifista non violento` Pifano, `dominus` di quel circolo culturale della cosi` detta Autonomia, cosi` lo defini` il giudice che, annullando una ordinanza da me emanata in base alle leggi speciali quale ministro dell`Interno, e cioe` il cosiddetto Covo di via dei Volsci, il Sismi mi passo` una informativa che si affermava originata dalla `stazione` di Beirut, alias dal colonnello dei carabinieri Giovannone, l` `uomo` di Aldo Moro, secondo la quale una determinata organizzazione della resistenza palestinese, la Fplp, rivendicava la proprieta` dei due missili, non destinati all`Italia``.
``In realta` - scrive ancora Cossiga -, non fu difficile a me e al sottosegretario alle Informazione e alla sicurezza Mazzola comprendere che i dirigenti del Sismi ci nascondevano qualcosa. Vi fu un burrascoso incontro notturno a Palazzo Chigi e, alla fine, mi fu detta la verita` e mi fu esibito un documento trasmesso dalla nostra `stazione`: un telegramma del capo della Fplp a me indirizzato in cui, con il tono di chi si sente offeso per l`atto che ritiene compiuto in violazione di precedenti accordi, mi contestava il sequestro dei due missili e ne richiedeva la restituzione, insieme alla liberazione del `compagno` Pifano! Si trattava evidentemente di un fatto legato all`accordo mai dimostrato `per tabulas`, ma notorio, stipulato sulla parola tra la resistenza e il terrorismo palestinese da una parte e dal governo italiano dall`altra, quando era per la prima volta presidente del Consiglio dei ministri Aldo Moro, per tenere l`Italia al riparo dagli atti terroristici di quelle organizzazioni. La totale fedelta` e conseguente riservatezza che i collaboratori di Aldo Moro, sia del ministero degli Esteri sia del Sifar poi Sismi, nutrivano per lui, impedi` sempre a me, benche` `autoritariamente curioso`, di sapere alcunche` di piu` preciso sia da ministro dell`Interno che da presidente del Consiglio dei ministri e da presidente della Repubblica``.
``Un altro degli episodi legati all`accordo - continua il senatore a vita - e` la distruzione da parte dei servizi israeliani dell`aereo militare Argo 6, in dotazione al Sismi, come ritorsione alla `esfiltrazione` di cinque terroristi palestinesi arrestati in quanto avevano tentato di abbattere con missili terra-aria un aereo civile israeliano in partenza da Fiumicino, `esfiltrazione` o `fuga agevolata` operata da agenti del nostro servizio, naturalmente d`accordo con la magistratura che giustamente talvolta fa eccezioni al principio dell`esercizio dell`azione penale e della obbligatorieta` teorica dei provvedimenti limitativi che dovrebbero discenderne. Rimane il dubbio grave, e fu la prima ipotesi investigativa presa inizialmente in seria considerazione anche dalla procura della repubblica di Bologna - conclude Cossiga -, che si sia trattato o di una atto di terrorismo arabo o della fortuita deflagrazione di una o piu` valigie di esplosivo trasportato da palestinesi, che si credevano garantiti dall` `Accordo Moro`. Questo spiega perche` ufficiali del Sismi, ente sempre fedele all`accordo e leale verso perfino la memoria di Aldo Moro, tentarono il depistaggio verso esponenti credo neonazisti del terrorismo tedesco, e per questo furono condannati``.
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