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News per Miccia corta25 - 04 - 2008 Ciampi: ``Mai più divisi sulla storia voltiamo pagina senza dimenticare``( La verità è che la
libertà stava da un´altra parte. Chi ha aderito a Salò ha sbagliato GIORGIO BATTISTINI GENOVA - Fu il primo, in anni recenti, a rileggere Presidente, siamo alle solite dispute d´ogni primavera? «Forse si dimentica, ancora una volta, che Ma s´è gonfiato un robusto partito, in Italia, che tende a
minimizzare la guerra di Liberazione. Quasi che l´Italia fosse stata salvata
solo dagli sbarchi Alleati, senza la riscossa collettiva che invece vi fu... «In Italia l´adesione al nazismo fu poca cosa. Ci fu invece
un vasto movimento di popolo che si mosse per Come giudica questo tormentone che una volta all´anno tenta
di rileggere la storia con occhi indulgenti, sempre più indulgenti? «Non c´è revisione storica che possa cambiare tutta la
gratitudine che dobbiamo ai combattenti che posero le basi per Ha visto che ora Berlusconi invita a "capire" anche
le ragioni dei ‘ragazzi di Salò´? «Oggi è il giorno dell´Italia liberata, dopo quella grande
disgregazione nazionale che fu l´8 settembre. Non è giusto utilizzare la
ricorrenza del 25 aprile per le polemiche politiche dell´oggi. Dopo che il
tempo avrà definitivamente decantato quegli anni, i torti e le ragioni di tutti
in quella stagione così drammatica della vita nazionale, toccherà agli storici
sintetizzare, giudicare e fissare i confini fra le parti». Come fu la sua esperienza personale? «Dopo l´8 settembre, anch´io come gli altri italiani dovetti
scegliere. Il Paese lo ricordiamo tutti, era allo sbando. Io mi riallacciai
all´esercito italiano del sud e lì svolsi il mio servizio. Da presidente della
Repubblica ebbi occasione, durante la commemorazione d´un capo partigiano
dell´appennino, di rivolgere un appello per la pacificazione nazionale». Che non sembrerebbe tanto imminente... «Ma insomma, io so che molti di coloro che fecero scelte
diverse lo fecero per amore della patria. Di sicuro solo una minoranza
condivideva le posizioni reali di nazisti e fascisti» Vuol dire anche lei che bisogna capire le ragioni dei ragazzi
di Salò? «Dopo sessant´anni vogliamo farla davvero la festa della
libertà e della Liberazione, la festa della democrazia italiana? O vogliamo
continuare a dividerci? Guai a usare la storia del passato per dividere il
presente. Di quei giorni ho un ricordo personale. Poco dopo l´otto settembre mi
trovavo in treno e rividi un vecchio compagno di scuola. Lui aveva aderito a
Salò, io no. "Per fortuna non ci siamo trovati uno davanti
all´altro", gli dissi. Sorridemmo, ci abbracciammo. Io avevo fatto la
scelta giusta, lui no». Insomma, la guerra civile è lontana, guardiamo al futuro non
al passato? «Dire che alcuni speravano di salvare l´Italia in un modo
diverso dal nostro (che per fortuna alla fine prevalse) non vuol mica dire
condividere le loro idee, oltretutto sbagliate». Forse dividersi (ancora) sulla Resistenza è un modo per tornare
al passato evitando imbarazzanti confronti sul presente? «La verità è che la libertà stava da un´altra parte. Adesso basta. La memoria serve a non dimenticare. Non confondiamo la festa di oggi, che è la festa dell´Italia liberata, con le divisioni politiche attuali. Io non capisco. Anche i superstiti sconfitti allora oggi sono rappresentati in Parlamento. Quelli che sembrano i loro eredi sono al governo. La libertà la vogliamo tutti, no? Allora discutiamo, magari dividiamoci su come uscire davvero dall´attuale involuzione dello sviluppo economico nazionale».
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