Miccia corta: leggi la recensione

04 - 09 - 2005
fonte documento: Lettera di Monica Galfré

Miccia corta letta dagli studenti di Firenze



Gentile Sergio Segio,
mi faceva piacere farle sapere i
buoni risultati che il suo libro``Miccia corta`` ha dato anche sul piano didattico: gli
esami della sessione estiva sono terminati la settimana scorsa e gli studenti hanno dimostrato di aver colto tutta la complessità e la profondità di quella lettura. Non era cosa scontata, e io stessa ne dubitavo. In realtà, tutto il corso sulla lotta armata e gli anni `70 ha suscitato molto interesse (diversi studenti hanno chiesto la tesi su questi temi): confesso che mi ha atterrito e quasi commosso questa loro ansia di conoscere, un po`per il candore, l`innocenza e l`entusiamo di un`età che mi pare ormai così lontana, un po` per la responsabilità personale e professionale che pone.
Penso che questi ragazzi (sono nati quasi tutti tra l`81 e l`84) abbiano amato, del suo libro, la capacità di parlare alla testa, al cuore e all`anima, laddove i problemi dell`uomo diventano politica, e viceversa,
senza distinzioni. Qualcuno ha detto di ``aver finalmente capito cosa è stata
la lotta armata``. Altri, alla fine del corso, mi hanno detto di volersi occupare di carcere, anche dal punto di vista dell`impegno personale e
civile. C`è, in loro, l`esigenza di ritrovare una storia che non gli appartiene direttamente, ma nella quale affondano le loro radici: la storia dei loro padri, si potrebbe dire.
Forse mi accontento di poco, ma credo che siano riscontri importanti. E credo che la capacità di ``Miccia corta`` di riavvicinare le dinamiche collettive e quelle individuali della storia riesca a parlare alle giovani generazioni, con un linguaggio che è loro congeniale, che fa loro bene (che
fa bene a tutti).
Io personalmente, al di là di tutto, ho amato la capacità di convertire tanto dolore (quello provocato e quello sofferto) in tanta lucidità: certo
il dolore non si può e forse nemmeno si deve cancellare, ma se serve a capire, se è una porta stretta attraverso cui si esce migliori, proprio tutto non è perduto. Mi ha molto colpito la scrittura - una scrittura
ossessiva - quasi alla ricerca della perfezione: non un mezzo di
comunicazione, ma uno strumento di comprensione.
Mi permetto di spedirle in allegato un mio lavoro sulla dissociazione dalla
lotta armata attraverso il dialogo di padre Ernesto Balducci con alcuni
militanti detenuti. Pensavo di poterle spedire il libro in cui il saggio
comparirà, ma l`editore tarda e io avevo piacere che lei - sempre che ne abbia voglia - lo leggesse. Il materiale documentario che ho usato (la
corrispondenza conservata all`archivio Balducci) è di rara bellezza e credo
che la possa interessare.
Cordialmente,
Monica Galfré

Dipartimento di Studi storici e geografici
Via S. Gallo, 10
50129 Firenze
I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori