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Chiamparino: "Un partito allo sbando io in ticket con Vendola per salvarci"

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Libro-intervista del sindaco di Torino: "E´ fallito il progetto di fusione tra Ds e Margherita".  "Siamo nelle mani di correnti, salotti, caminetti che hanno perso il polso del Paese". "Dopo le regionali Bersani avrebbe dovuto scuotere il partito. Invece tranquillizza"

«Abbiamo perso tre elezioni di fila in tre anni. Tra l´altro assortite tra di loro. Si è votato per il Parlamento nazionale, per le europee, per le provinciali e per le regionali. Tre sconfitte inframmezzate da pareggi comunali perché abbiamo vinto qualche città e ne abbiamo perse altre. Tutto questo è accaduto con tre segretari diversi, per cui non puoi nemmeno accusare noi del Pd di esserci intestarditi a mantenere lo stesso allenatore nonostante i risultati. Cambiano le poste in gioco, cambiano i segretari, cambiano persino le alleanze… L´unica costante è che perdi sempre... Il Pd, diciamolo, ha perso la sfida che stava alla base della sua nascita: è inutile girarci intorno, è fallita la scommessa primordiale, quella che aveva portato alla fusione tra Ds e Margherita».
Il welfare
«Oggi viviamo in una società che consente a quote crescenti di pensionati (non tutti, ovviamente) di farsi la vacanza all´estero e impedisce a quote crescenti di giovani di progettare un futuro: i primi vivono ancora nella stagione della società pre-globale, i secondi sono investiti in pieno dalla concorrenza al ribasso dei loro colleghi cinesi o indiani. Il sistema di welfare che abbiamo oggi, così com´è, è un lusso perché non è possibile estenderlo a tutti. Per una ragione molto semplice e amara: perché non c´è, né credo possa più esserci, lo sviluppo economico che lo potrebbe sostenere. Accade che oggi sia la destra a rappresentare meglio chi vive fuori dal giardino del welfare e subisce i rischi del mercato internazionale del lavoro. Questo è un paradosso perché a queste persone la destra propone una protezione dal resto del mondo che poi non potrà garantire, interpreta le loro paure piuttosto che risolvere i loro problemi.. I leader della destra sono stati capaci di presentarsi come la forza di contestazione del sistema. Sono loro che prendono il palazzo d´Inverno. E noi siamo lo zar che difende i privilegi e ammassa i comò contro la porta nell´estremo e disperato tentativo di fermarli. Noi siamo spesso identificati con la difesa dello statu quo… Noi siamo vissuti come se fossimo i rappresentanti in Italia dei banchieri della Bce. E siccome la Bce è quella che detta i vincoli e i limiti, siamo vissuti, in fondo, come fossimo i gendarmi della creatività italiana, i vigili urbani che danno la multa a chi lascia l´auto in doppia fila perché deve correre a prendere i figli a scuola…»
Il Pd
Oggi che cosa è il Pd?
«Non riesco a raccontarlo in un modo diverso se non come una somma di gruppi e sottogruppi più o meno accampati a Sant´Andrea delle Fratte. Quando ci arrivi è come se ci fosse una segnaletica stradale che ti indica i diversi piani e corridoi con i nomi delle correnti e delle loro varie componenti. È un problema logistico prima ancora che politico. La cosa, devo dire, non mi stupisce più di troppo. Anche alla fine della Prima Repubblica i gruppi e le fazioni sono diventati più importanti del partito stesso. È comprensibile, perché quello è il modo con cui ciascuno tenta di difendere il piccolo potere che ancora detiene….Saremmo probabilmente all´inizio di una storia nuova se Veltroni, dopo il discorso del Lingotto di avvio della sua candidatura, fosse riuscito a essere coerente con le parole dette. Invece purtroppo non è stato così. Sono tornati i caminetti, gli accampamenti dei valorosi, ognuno con le sue truppe….Se io fossi stato al posto di Bersani, dopo le regionali avrei fatto l´esatto opposto di quel che ha fatto lui. Avrei drammatizzato la crisi del partito, perché se tu la drammatizzi magari qualche risorsa sopita o nascosta viene anche fuori. Se invece tranquillizzi siamo sempre al punto di partenza: chi vive nel Palazzo d´Inverno sta sempre più sicuro e blindato nella sua stanza di Sant´Andrea delle Fratte e chi sta fuori starà sempre più fuori….Proviamo a immaginare che si vada a votare in primavera. Come è pensabile che la leadership che esprimerà il centrosinistra non sia un riferimento per un´area che va dal Veneto al Piemonte e che ha le dimensioni e il sistema economico di un medio stato europeo? L´alternativa è quella di lasciare queste plaghe totalmente in mano al centrodestra in uno scenario che per la sinistra non è dissimile da quello postapocalittico descritto da Cormac McCarthy nel suo La strada: chilometri e chilometri di desolazione. Ci vuole qualcuno che tenti, come il figlio del protagonista del romanzo, di salvarsi dalla disperazione.. Troverei utile se Bersani aprisse questo Pd avviando una discussione sulla leadership e il programma per le politiche coinvolgendo personaggi dentro e fuori il partito. Uno c´è già ed è Nichi Vendola, altri si possono aggiungere».
È ipotizzabile un ticket Chiamparino - Vendola per le politiche del 2013?
«Be´, io credo che tutto il tema dei diritti civili, ad esempio, sia molto sentito al Nord, forse più che al Sud e che Vendola sia certamente una persona che su quegli argomenti ha molto da dire. Così come è una persona che ha ben presente che cosa è la responsabilità dell´amministrare. Quanto ai ticket è noto che nascono dopo che le primarie hanno avuto il loro esito. In America accade così: Obama ha battuto Hillary Clinton alle primarie e poi è nata la collaborazione tra loro due. L´importante è che si riesca ad aprire un percorso in cui chi ha delle carte da giocare provi a giocarle. Non è che voglio sfuggire. Certo, se si aprisse un processo del genere ci penserei seriamente a provare a essere protagonista e a candidarmi. Perché penso che al Nord, e forse non solo al Nord, la mia figura possa rappresentare qualcosa nell´area del centrosinistra».

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