|
05 Agosto 2012
Sprangate in piazza di Spagna sotto gli occhi dei turisti: 5 feriti e 3 fermati
ROMA — La rissa nel cuore di Roma tra animalisti e vetturini è scoppiata qualche minuto dopo le cinque. A trasformare la gremita piazza di Spagna in un ring a cielo aperto, con ambulanze e macchine dei carabinieri che arrivavano a sirene spiegate, di fronte a decine di turisti armati di telefonini e macchine fotografiche, è bastato davvero poco. «Mangiati una fettina di carne di cavallo, non lo vedi quanto sei magro?», ha detto Filippo Celli, 80 anni, un veterano delle botticelle, rivolto a Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del Partito animalista europeo, che stava controllando le condizioni del suo cavallo. La tensione e il caldo erano già ai massimi livelli. E quello che ne è seguito è stata una zuffa colossale in cui, nell’ordine, sono volati colpi di spranga, bottigliate, spintoni, pugni, che si è conclusa con cinque contusi e col fermo di tre persone (due vetturini e il presidente del Pae, Stefano Fuccelli).Per comprendere bene cosa ha scatenato la rissa, e per capire quanto una provocazione di poco conto abbia assunto lo spessore di un’onta, bisogna tornare alla rovente “bagarre-botticelle” dei giorni scorsi. Non più di una settimana fa, proprio sotto Trinità dei Monti, un cavallo che trainava una carrozzella è crollato sull’asfalto. «S’era solo inciampato», sostiene il proprietario Rocco Buda. La versione ufficiale è che sia svenuto per un colpo di calore dopo un turno di lavoro massacrante sotto il sole. Gli ambientalisti, perentori, dopo quell’episodio, hanno chiesto di togliere da Roma le botticelle. Il sindaco è corso ai ripari con un’ordinanza, firmata il 31 luglio, a tutela degli animali nei giorni e negli orari di massima afa. Ma, per non far torto a nessuno, ha proposto di retribuire i vetturini nei giorni di stop.
Così arriviamo a ieri pomeriggio. Una trentina di animalisti, poco prima delle 17, si è presentata in piazza di Spagna per controllare il rispetto dell’ordinanza (nella fattispecie il rispetto di circolazione dei cavalli sotto i 34 gradi).
Termometro alla mano, gli ambientalisti giravano per la piazza dove sostavano 6 carrozzelle, due erano già partite per un tour. Dopo slogan del tipo «Mettetevi voi a tirare le carrozze», considerazioni sull’odore sospetto delle feci («vengono dopati per fare più corse»), e azioni di forza per impedire a una botticella di partire in quanto il cavallo tremava e aveva le gambe storte, è arrivata la “provocazione” dell’ottantenne. Quello che è successo da quel momento in poi è stato un inferno: un vetturino, brandendo il manico di un ombrellone, distribuiva colpi alla cieca e ha ferito una donna e un ragazzo; il presidente del Pae, Stefano Fuccelli, sdraiato sui sampietrini per un malore, un attimo dopo ha lanciato una bottiglia di acqua in faccia a uno della fazione opposta. E ancora: i figli di Filippo Celli, Armando e Bruno (il secondo verrà ammanettato insieme a Fuccelli) hanno iniziato a prendere a pugni e spintoni un po’ tutti. Un parapiglia isterico e confuso che, fortuna ha voluto, è durato il tempo di provocare cinque contusi e tre fermi. I carabinieri del gruppo Roma sono arrivati praticamente subito, insieme a cinque ambulanze, i vigili urbani invece erano lì dall’inizio della scena. Dei cavalli nessuno si è più curato. E alle 19 tutto è tornato alla normalità.
































Segreto di Stato. Presentazione dell'edizione aggiornata del libro di Giovanni Fasanella, Giovanni Pellegrino, Claudio Sestieri.
Comments
cordialmente.
- Non era un "manico di ombrellone", ma un'orrendo aggeggio di ferro, che in seguito i vetturini hanno pure tentato di nascondere dentro una delle carrozzelle e solo l'acutezza di una delle ragazze presenti ha permesso di impedirlo (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151135064691350&set=a.10151135056071350.497093.711581349).
- Uno dei vetturini che è stato arrestato non doveva nemmeno essere in serivio: è stato chiamato apposta per dare manforte ai fratelli durante l'aggressione perpetrata contro quei cittadini che chiedevano ai vigili di far rispettare della legge.
- Diversi vetturini, segnalati proprio in seguito alla richiesta di controlli da parte dei cittadini, nemmeno avevano l'obbligatorio rilevatore di temperatura: come potevano assicurare il rispetto del regolamento?
- Non è affatto vero che dei cavalli non si è curato più nessuno: diversi cittadini sono rimasti in attesa dell'arrivo del veterinario, che sopraggiunto dopo diverse ore e quando il tutto si era "calmato", ha appurato come uno dei cavalli (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3623666586387&set=a.3623663666314.2131355.1115660472) presentasse una tendinite avanzata ed ha imposto 2 settimane di riposto per l'animale.
- Infine, AGGIORNAMENTO: i due vetturini sono stati incriminati ed avranno un processo il 20 settembre. Fucelli, no.