In Francia ormai è polemica serrata sulle espulsioni dei Rom. Critiche dal Partito Socialista ma anche dalla destra storica e dalla chiesa cattolica. Due sondaggi in conflitto tra loro: per il primo dell’Ifop il 79% dei Francesi è d’accordo con lo smantellamento dei campi abusivi, mentre per Libération il 55% degli intervistati rivuole la sinistra al governo L’ex premier Dominique de Villepin accusa Sarkozy Segolène Royale: «Scelte che generano violenza»
In Francia ormai è polemica serrata sulle espulsioni dei Rom. Critiche dal Partito Socialista ma anche dalla destra storica e dalla chiesa cattolica. Due sondaggi in conflitto tra loro: per il primo dell’Ifop il 79% dei Francesi è d’accordo con lo smantellamento dei campi abusivi, mentre per Libération il 55% degli intervistati rivuole la sinistra al governo L’ex premier Dominique de Villepin accusa Sarkozy Segolène Royale: «Scelte che generano violenza»
Dopo l’invito all’accoglienza e alla fratellanza universale di papa Benedetto XVI durante l’Angelus di domenica scorsa, le risposte dell’Eliseo non mettono fine alle critiche. Un sondaggio intanto rivela l’inefficacia della politica del presidente Nicolas Sarkozy.
In linea con le parole del papa dunque arrivano i rimproveri della chiesa cattolica francese, come quelli dell’arcivescovo di Aix-en-Provence e Arles Christophe Dufour. L’arcivescovo infatti invita a rispettare la dignità della persona e a rifiutare i discorsi securitari che «possono lasciar intendere che ci sono popolazioni inferiori», anche perché i rom sono cittadini europei e molti vivono in Francia da anni. Più accesi i toni di padre Arthur Hervet, sacerdote di una parrocchia di Lille, che, per protestare contro la politica del governo, domenica ha scritto al ministro dell’interno francese Brice Hortefeux per restituire la medaglia al Merito di cui era stato insignito. Padre Arthur, da sempre impegnato nella difesa dei diritti dei rom, ha confessato inoltre di pregare «perché Sarkozy abbia un attacco cardiaco», precisando di non desiderare la sua morte, ma di volere soltanto «che Dio parli al suo cuore». «Da tre mesi questa comunità subisce una guerra», ha spiegato per chiarire la sua posizione.
Di fronte a queste critiche, Hortefeux si è dichiarato disponibile a incontrare il presidente della conferenza episcopale francese André Vingt-Trois, che secondo il quotidiano Le Monde ha accettato l’invito. Hortefeux ha insistito nel presentare le espulsioni come rientri «su base volontaria», che non violano i diritti di nessuno. Lo smantellamento dei campi illegali, ha precisato, avviene perché secondo la legge «non si possono occupare degli spazi abusivamente». Tutt’altro che disponibile al confronto è invece il ministro per l’immigrazione Eric Besson, che ha definito «ingiuste» le parole del papa, dal momento che la Francia ha «in materia di stranieri in situazione irregolare il diritto più rispettoso di tutti». La questione dei rom, secondo besson, riguarda la sicurezza, non la fratellanza universale. Le critiche dall’estero invece dipendono dal fatto che in Francia «la polemica è più accesa e la caricatura più pesante», in riferimento al deputato dell’Ump Jean-Pierre Grand, che aveva definito «retate» le espulsioni dei rom.
Ancora critiche intanto arrivano dall’opposizione, dai socialisti all’ex primo ministro Dominique de Villepin, che a giugno ha fondato il nuovo partito Repubblica Solidale, alternativo sia alla sinistra che a Sarkozy. L’ex candidata socialista Segolène Royale (da tempo in rotta di collisione con i vertici del suo partito) accusa la politica securitaria del presidente di «generare violenza» e definisce le espulsioni dei rom «messe in scena di migrazioni della miseria» che servono soltanto a «mascherare il fallimento del governo sul piano dell’economia e della sicurezza». La soluzione, secondo lei, è quella presentata nella campagna elettorale del 2007: «prevenzione, inquadramento scolastico dei giovani, fornire mezzi alla polizia e alla giustizia ». La politica di Sarkozy al contrario, lungi dal risolvere realmente il problema, «genera violenza». Per Dominique de Villepin invece le espulsioni sono una «macchia di vergogna sulla nostra bandiera» e i repubblicani di Francia hanno il «dovere di rifiuto».
Dopo il sondaggio dell’Ifop degli inizi di agosto, secondo il quale il 79% dei Francesi era per smantellare i campi abusivi, ieri il quotidiano Libération ne ha pubblicato uno nuovo: Il 55% dei Francesi vorrebbe la sinistra vincitrice alle presidenziali del 2012, ma secondo il 57% se fosse ora al governo non si comporterebbe diversamente da Sarkozy.
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ESPULSIONE DEI ROM-ITALIA
Monito del CSVnet: «Non costruiamo altri muri, integriamo le politiche sociali europee»
Sulla questione delle espulsioni dei rom in Francia e sulle recenti dichiarazioni del ministro dell’interno italiano Roberto Maroni è intervenuto anche Marco Granelli, presidete di CSVnet, il Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato. Politiche securitarie come quelle attuate da Sarkozy e annunciate da Maroni rendono necessaria «un’Europa che non sia solo della moneta e della libera circolazione delle merci, ma anche delle persone, dei diritti e dei doveri sociali». Questioni delicate come la povertà e le difficoltà sociali non si risolvono con l’egoismo, quindi è necessario «non limitare la circolazione delle persone e creare barriere tra i paesi dell’Europa, ma un’Europa unita nei temi del sociale, dell’integrazione e delle misure di contrasto alla povertà». Le politiche sociali di tutti i paesi membri devono essere coordinate e integrate, per garantire che «ciascuna persona abbia nei paesi dell’Unione gli stessi diritto e doveri sociali». Non si può dunque impedire la libera circolazione dei cittadini e non si possono ridurre i problemi sociali alla sicurezza, tcome se fosse una questione di ordine pubblico. «L’Europa a 25 – spiega Granelli – è nata abbattendo il muro di Berlino, ora non costruiamo altri muri», anche perché i temi sociali e dell’integrazione devono essere trattati per costruire una «vera coesione sociale, la sola che può garantire a tutte le persone sviluppo e sicurezza».
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«MOKED», IL PORTALE DELL’EBRAISMO ITALIANO
«L’espulsione dei rom è una vergogna per l’Europa»
Anche nella comunità ebraica italiana c’è chi si indigna per le espulsioni dei rom dalla Francia e per le dichiarazioni del ministro Roberto Maroni. «Fa vergogna all’Europa» così scrive Donatella Di Cesare su «Moked», il portale online dell’ebraismo italiano. «Mentre i turisti vanno e vengono, tra Bali, New York e le Seychelles – si legge nell’articolo – i rom e i sinti vengono sottoposti a una espulsione poliziesca coatta spacciata come scelta volontaria». E’ il segno di un pericolo regresso del concetto di cittadinanza che non si declina più in maniera egualitaria. «Nel sistema degli stati-nazione – prosegue il servizio – chi non ha Stato, chi non ha una appartenenza nazionale, perde automaticamente i diritti umani, finisce, nel mondo globalizzato, per trovarsi fuori dall’umanità». Si citano le parole di Hanna Arendt «ci siamo accorti – scrive Arendt nel 1943 – che esiste un diritto ad avere diritti. Ma questo diritto ad avere diritti non può essere garantito e non viene infatti garantito. Oggi più che mai. Il diritto si arresta di fronte allo straniero che è un non-persona». (giu.pac.)
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