E gli attivisti all’Onu: ispezioni le nostre navi

LA FLOTTIGLIA PER GAZA. Israele ottiene defezioni

LA FLOTTIGLIA PER GAZA. Israele ottiene defezioni

GERUSALEMME – Poco alla volta centinaia di attivisti, parlamentari e giornalisti di 40 paesi, che parteciperanno alla Flotilla 2 «Stay Human», stanno raggiungendo un non meglio precisato (per ragioni di sicurezza) porto del Mediterraneo da dove all’inizio della prossima settimana partiranno per Gaza le 12 navi che, sfidando il blocco marittimo proclamato unilateralmente da Israele, proveranno a consegnare tonnellate di aiuti umanitari ai palestinesi. Tra le ultime partenze si segnala quella di una cinquantina di spagnoli, tra i quali l’eurodeputato di Izquierda unida (Iu), Willy Mayer, e la deputata, sempre di Iu, al Parlamento valenciano, Marina Albiol.
Nelle ultime ore però si è intensificata la campagna anti-Flotilla di Israele che ha già spinto, qualche giorno fa, i turchi (protagonisti della prima Flotilla) a ritirarsi dalla spedizione navale, tenendo all’ancora la nave «Mavi Marmara» che lo scorso anno fu arrembata da commando israeliani con un bilancio di nove civili uccisi.
L’ambasciatore israeliano a Washington, Michael Oren, ha descritto il blocco di Gaza, navale e terrestre, una «questione di vita o di morte» per lo Stato ebraico mentre il suo collega all’Onu, Ron Prosor, ha addirittura accusato i promotori della Flotilla di mantenere contatti stabili con formazioni «terroristiche». Sotto pressione i governi di Germania, Grecia e Stati Uniti hanno sconsigliato i propri cittadini di prendere parte alla Flotilla 2.
Due deputati della sinistra tedesca, Annette Groth e Inge Hoeger, si sono fatti da parte. E contro la partecipazione di ebrei americani si stanno concentrando i coloni israeliani che attraverso il loro sito d’informazione, Arutz 7, hanno preso di mira l’avvocato del lavoro Richard Levy, colpevole di aver definito «importante» la partecipazione di ebrei statunitensi alla Flotilla 2.
L’offensiva diplomatica e mediatica in corso ignora la proposta fatta dagli organizzatori della Flotilla di far ispezionare alle Nazioni Unite le navi prima della partenza per Gaza, in modo da accertare l’assenza a bordo di qualsiasi arma o carico sospetto. Della Freedom Flotilla 2 «Stay Human», dedicata a Vittorio Arrigoni, ucciso in aprile, fa parte anche la nave italiana «Stefano Chiarini». Le altre imbarcazioni provengono da Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Estonia, Lettonia, Svezia, Australia, Kuwait, Portogallo e Malesia.

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