Ascolto da anni ogni mattina la rassegna stampa di Radio Radicale (dopo Prima Pagina su Rai3). E seguo le ripetute notizie sul drammatico digiuno di Marco Pannella. So che molti sorridono su tale iniziativa. Non sanno forse che però quest’uomo soffre e denuncia, non per ottenere privilegi, ma a nome di una moltitudine di sofferenti. Eà come se anche lui, anziano combattente, fosse in carcere, nemmeno a pane e acqua. Mentre càè chi le manette riesce a evitarle, circondato da uno stuolo di avvocati celeberrimi. E non alludo solo a Colui che tutti sanno.
Ascolto da anni ogni mattina la rassegna stampa di Radio Radicale (dopo Prima Pagina su Rai3). E seguo le ripetute notizie sul drammatico digiuno di Marco Pannella. So che molti sorridono su tale iniziativa. Non sanno forse che però quest’uomo soffre e denuncia, non per ottenere privilegi, ma a nome di una moltitudine di sofferenti. Eà come se anche lui, anziano combattente, fosse in carcere, nemmeno a pane e acqua. Mentre càè chi le manette riesce a evitarle, circondato da uno stuolo di avvocati celeberrimi. E non alludo solo a Colui che tutti sanno.
Perché tra i circa 70 mila detenuti (fonte Riccardo Iacona), solo il 4/5 % è dentro per reati gravi. Il 30% sono tossicodipendenti, il 30% stranieri. Un 20% è dietro le sbarre per fatti commessi in preda a disagio psichico mentre 17 mila sono persone malate di mente: invece dell’analista gli mandano il secondino.
Molti abbandonano la cella andando a un inferno (o a un paradiso). 113 decessi registrati nel solo 2009, di cui 72 suicidi. Carceri da risanare, carceri da svuotare, ad esempio dalla marea in attesa di giudizio (uno su due in galera mentre molti altri, ben protetti, attendono, nei propri confort personali, il giudizio fuori e finiscono col fare estinguere ogni possibilità di giudizio, appunto). I radicali hanno calcolato che esiste un sovraccarico pari al 150% della capacità massima.
E’ un sistema che costa e contribuisce a far lievitare i maledetti conti pubblici: lo Stato spende per loro dai 100 ai 120 Euro al giorno. E bisognerebbe spendere molto di più: mancano agenti di polizia. psicologi, educatori, medici. Ma perché tale sovraffollamento? Non per l’aumento della criminalità bensì per una serie di leggi che hanno aumentato le pene invece di affrontare le cause.
Ecco perché Marco Pannella, in piena solitudine, digiuna da quasi due mesi. Ascoltiamo il suo silenzioso grido. E chiediamo davvero una riforma della giustizia, con la G maiuscola. Forse il vento buono può girare anche per i carcerati, esempio sommo di precarietà. Prima che si trasformi in uragano.
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