Commissioni parlamentari su Moro le Insidie delle Indagini politiche

 Che due distinte commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro — una alla Camera e una al Senato — verrebbero a creare una situazione «incresciosa e paradossale» l’hanno capito gli stessi promotori.

 Che due distinte commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro — una alla Camera e una al Senato — verrebbero a creare una situazione «incresciosa e paradossale» l’hanno capito gli stessi promotori.

Perciò la scorsa settimana, a palazzo Madama, chi doveva approvare la legge che istituisce questo organismo s’è fermato in attesa che a Montecitorio i colleghi deputati decidano il da farsi. L’appuntamento è fissato per i prossimi giorni, e vedremo se almeno sarà un’unica pattuglia di parlamentari-inquirenti a scandagliare i misteri ancora irrisolti sul rapimento e l’omicidio dello statista democristiano.
Ma se il pericolo del doppione sembra scongiurato (sebbene non sia ancora detta l’ultima parola), ne resta un altro in agguato. Il più grande: a 35 anni di distanza dai fatti, e dopo due commissioni che in tempi diversi si sono già occupate a fondo della questione seppure con esiti non esaustivi, non sarà facile far ripartire e guidare una macchina che dovrebbe evitare trappole e incidenti. Tra le novità invocate per metterla in moto, infatti, ce ne sono anche di false, costruite ad arte con chissà quali scopi; inseguirle e impantanarsi tra inganni e millanterie sarebbe un pessimo risultato. Per la verità, prima ancora che per la dignità del Parlamento.
La vicenda dell’ex brigadiere della Guardia di finanza che ha raggirato l’ex giudice Imposimato insegna. E i depistaggi potrebbero non essere finiti. Proprio perché il caso Moro — il delitto politico più gravido di conseguenze della storia repubblicana — presenta ancora lati oscuri e interrogativi aperti, sarebbe bene non imboccare piste sbagliate o vicoli ciechi.
La magistratura è di nuovo al lavoro, per tentare di fare chiarezza sui presunti nuovi elementi, e ha già smascherato un imbroglio. Ora sta tentando di rintracciare l’emissario statunitense presente a Roma durante i 55 giorni del sequestro. I possibili collegamenti internazionali (dello Stato e delle Br) sono uno dei temi dell’ipotetica indagine politica; non sappiamo quali risultati potrà dare, ma dopo tanto tempo e fra tanti inquinamenti, nutrire dubbi sulla sua utilità è legittimo. Gli aspiranti parlamentari-inquirenti ne siano consapevoli.
Giovanni Bianconi

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