CasaPound – Micciacorta https://www.micciacorta.it Sito dedicato a chi aveva vent'anni nel '77. E che ora ne ha diciotto Fri, 06 Mar 2020 08:49:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 40 Anni Dopo. Generazioni Valerio Verbano https://www.micciacorta.it/2020/03/40-anni-dopo-generazioni-valerio-verbano/ https://www.micciacorta.it/2020/03/40-anni-dopo-generazioni-valerio-verbano/#respond Fri, 06 Mar 2020 08:49:31 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=26013 Il 22 febbraio a Roma migliaia di persone di età diverse sono scese in piazza rivendicando i valori del militante antifascista, ucciso 40 anni fa. Un modello oggi praticato nella sua periferia

L'articolo 40 Anni Dopo. Generazioni Valerio Verbano sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

Sabato 22 febbraio a Roma è successo un evento piuttosto eccezionale per chi in genere derubrica la partecipazione di piazza come civismo o come desiderio di politica. Per il quarantennale della morte di Valerio Verbano nelle strade di Montesacro c’è stato un corteo da via Monte Bianco e un concerto a piazza Sempione andato avanti fino a notte. Di fatto: nove ore di mobilitazione, che ha messo insieme istituzioni, movimenti, spazi sociali, abitanti del municipio e di tutta Roma – 6mila persone (per il corteo) e 5mila (per il concerto) –, preceduta da più di cinquanta iniziative in città su Verbano tra gennaio e febbraio. SIAMO ABITUATI AI FLASHMOB, ai presìdi sull’emergenza che durano qualche ora, alle piazze senza bandiere e senza canti, alle dichiarazioni impettite di chi vuole le piazze meno connotate possibile. E invece. Daniele Conti, 18 anni, rappresentante del liceo Archimede, lo stesso di Verbano, nel coordinamento «fieramente antifascista» delle scuole superiori del terzo municipio (rinato dopo più di un decennio), a metà concerto è intervenuto per dire: «Voglio chiamarvi compagni e compagne. Nonostante sia una parola abbandonata e sottovalutata dalla sinistra, dall’antifascismo istituzionale, non c’è parola più bella, perché vuol dire essere uniti nella lotta». Poi ha aggiunto una frase solo in apparenza sorprendente: «Valerio Verbano è il manifesto politico di una generazione». Ha solo 18 anni ma ha ragione: questo manifesto ha un’evidente potenza, che va squadernata.
VALERIO VERBANO NON È più solo il ragazzo antifascista, il militante di Autonomia operaia, massacrato davanti ai genitori inermi da un commando squadrista il 22 febbraio del 1980; è ancor meno riducibile a un martire della mattanza politica degli anni settanta e primi ottanta. Attraverso sia la memoria di Carla, la madre, e Sardo, il padre, sia della comunità che allora gli era intorno, è diventato prima l’ispirazione e oggi il modello di un insieme di pratiche che sono la politica sul territorio del terzo municipio, compresa la giunta municipale, che era in prima fila al corteo e ha deciso di dedicare a Carla Verbano la casa dei diritti e delle differenze. I simboli sono stati risignificati, e illuminano diversamente anche quella memoria.
LA PALESTRA POPOLARE Valerio Verbano non ha soltanto un bel graffito di Valerio all’interno, non è solo un dopolavoro per militanti, ma un luogo di educazione a un agonismo differente. La scuola popolare Carla Verbano è un progetto dello spazio occupato Puzzle contro l’abbandono scolastico. Sono due pezzi di welfare, non solo sussidiario ma esemplare. QUESTO È POSSIBILE PERCHÉ alla militanza si è cominciato a dare negli ultimi anni una postura diversa. È stato possibile nel marzo 2011, quando CasaPound prova a aprire nel terzo municipio una sede occupando la scuola Parini vicino casa di Valerio. Nelle strade di Montesacro, Tufello e Conca D’oro c’è una sommossa di quartiere: militanti e gente comune, comitive dei bar e dei muretti. Carla Verbano scende anche lei per strada. La prefettura tenta prima una soluzione velenosamente bipartisan che prevede lo sgombero dei fascisti e quello del Laboratorio Puzzle, poi caccia CasaPound riconoscendo la comunità tutta. ED È STATO POSSIBILE, va riconosciuto non solo per gratitudine ma per intelligenza politica, grazie alle donne e alle compagne femministe. Che la memoria di Valerio sia associata indissolubilmente a quella di Carla ha significato che il corteo fosse aperto dal coordinamento delle madri antifasciste. Haidi Giuliani ha ricordato che a Genova ci sono 50 persone sotto processo per aver protestato contro Casapound; Stefania, madre di Renato Biagetti – ucciso dai fascisti a Focene nel 2003 – ha fatto strame delle retoriche tossiche sulla memoria condivisa, ricordando quando l’ex sindaco Veltroni le propose per ricordare il figlio l’intitolazione di strade. Lei rispose che preferiva che chiudesse Foro 753 e Casapound. «Mi disse: non posso, perché voi ne avete tanti, loro solo due. Dalla sua risposta capii il senso dello sdoganamento dei gruppi neofascisti. Rigettiamo la sua equidistanza, la sua memoria condivisa. Nel privato i dolori per i lutti sono ovviamente uguali, ma le idee sono differenti: da una parte si parla di odio e sopraffazione, dall’altra di di accoglienza e di solidarietà». VALERIO VERBANO È UN manifesto generazionale, per più di una generazione, che ha ripensato l’essere militanti dentro le comunità senza per forza apparire marziani; la radicalità, contro ogni grammatica movimentista, non per forza fa rima con marginalità. Il rischio di fare politica a Roma, soprattutto nelle borgate, sta nel rimanere schiacciati. DA UNA PARTE VA rivendicata una differenza di atteggiamenti che ci contraddistingue come compagni e compagne: la nostra attitudine socialista alla vita, l’antifascismo come pratica costante, il femminismo come nuovo modello relazionale: una dichiarazione di differenza ti pone fuori dal sentire comune, ma rischia di costruire bellissime oasi in cui rintanarsi coi propri simili. E rimanere puri in un mondo guasto è perdere il senso di quest’impegno. Dall’altra parte la tentazione speculare è pensare che sei tu che devi cambiare, che per avvicinarti devi scendere a compromessi. E allora tutto sommato la battuta sugli zingari ci sta, accetti che dove fai colazione «puttana» sia usato come intercalare, che un po’ di cocaina serve a fare gruppo. Sei entrato, non sei più un marziano. Sei nel mondo, e hai perso ugualmente. C’è un equilibrio possibile tra queste due attitudini? Sì, ma non facile. Non è facile perché bisogna fare verso le proprie comunità uno sforzo di amore: verso le contraddizioni che le abitano. È uno sforzo faticoso perché la crisi economica, sociale, culturale e una lunga stagione dell’antipolitica ha educato alla frustrazione e rabbia; il razzismo è servito col caffè, l’ignoranza diventa valore. LA STORIA DEL TUFELLO, di tutto il terzo municipio, si incarna soprattutto nella vita delle persone che sono rimaste vicine al popolo cercando di mantenere intatta la propria la propria vocazione politica originaria. Grazie a queste resistenze nei bar, nei muretti, nei centri antiviolenza, nelle scuole, nelle biblioteche, nei sert, nelle piscine, la comunità militante ha costruito le strutture politiche di base che oggi conosciamo. Queste strutture, spesso abusive e occupate, hanno sempre avuto un’ispirazione: il nostro centro sociale è il quartiere. Tutto. Se nel cortile davanti al centro sociale non hai la stessa agibilità che hai dentro stai sbagliando qualcosa. QUESTO 22 FEBBRAIO HA semplicemente dato un palco a questo processo quotidiano. Nei numeri, nell’agibilità sul territorio, nella presenza di tantissimi studenti. Quel palco è evidentemente uno spazio politico. Il quarantennale per Valerio Verbano lascia a tutti una responsabilità e un destino. Occorre un lavoro enorme su Roma, per ridefinire dei codici di condotta, per ricostruire un’egemonia culturale fatta di buone e radicali pratiche. Sarà difficile ma sarà anche una gioia. * Fonte: Christian Raimo, Luca Blasi,  il manifesto

L'articolo 40 Anni Dopo. Generazioni Valerio Verbano sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2020/03/40-anni-dopo-generazioni-valerio-verbano/feed/ 0
CasaPound e Forza Nuova oscurati dai social: «Diffondono odio» https://www.micciacorta.it/2019/09/casapound-e-forza-nuova-oscurati-dai-social-diffondono-odio/ https://www.micciacorta.it/2019/09/casapound-e-forza-nuova-oscurati-dai-social-diffondono-odio/#respond Tue, 10 Sep 2019 07:38:15 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25645 Internet. Facebook e Instagram cancellano gli account delle due organizzazioni. Oscurati anche i profili dei leader Iannone, Di Stefano, Fiore e di molti militanti

L'articolo CasaPound e Forza Nuova oscurati dai social: «Diffondono odio» sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
Casa Pound

È successo poco prima delle 17 di ieri: gli account di CasaPound e di Forza Nuova sono spariti da Facebook e da Instagram, i due social network che fanno capo a Mark Zuckerberg. «Le persone o le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base della loro identità non trovano posto su Facebook e Instagram – spiegano da Facebook – Gli account che abbiamo rimosso violano la nostra policy», affermano secchi dagli uffici del colosso digitale. La presidente dell’Anpi Carla Nespolo esulta: «Siamo molto contenti, nei social network non può essere consentita la violazione della Costituzione». La tempistica non stupisce quelli che conoscono Facebook e ne studiano il funzionamento. Ieri era lunedì, e pare che sia in questo il giorno della settimana che i dirigenti di Facebook fanno il punto sulle novità in termini di policy e regole da rispettare. Di solito, dal pomeriggio parte la cancellazione dei contenuti considerati inconciliabili con il social network. Così si spiegherebbe la coincidenza del provvedimento con la manifestazione di piazza Montecitorio durante la quale destre ed estreme destre hanno contestato la fiducia al governo Conte. Il colpo di spugna sulla propaganda delle organizzazioni neofasciste da parte di Facebook non è inedito: solo qualche mese fa era toccato a gruppi neonazisti statunitensi, prima ancora era stata la volta Alba Dorata in Grecia o il British National Party in Inghilterra. Da CasaPound lamentano la chiusura a strascico delle pagine di centinaia di militanti. Tra quelle rimosse ci sono quelle dello storico leader di CasaPound Gianluca Iannone e del segretario Simone Di Stefano. Sono state rimosse anche le pagine di organizzazioni collaterali ai partiti neofascisti, che si presentano come operanti nel volontariato o nel settore della protezione civile. La pagina di CasaPound Italia aveva circa 250 mila seguaci. I dati di un anno fa elaborati da Patria Indipendente, rivista dell’Anpi, svelano alcune caratteristiche delle pagine rimosse. Ne emerge che attorno a CasaPound e Forza fino al 2018 ruotavano circa 800 pagine a organizzazione, che corrispondono a circa 450 mila post totali diffusi nel primo caso e 380 mila nel secondo. Per il ricercatore Elia Rosati, che a CasaPound ha dedicato un libro, «Facebook è uno strumento essenziale per il radicamento territoriale». Di solito l’insediamento in un nuovo contesto non viene annunciato online direttamente dal logo con la tartaruga stilizzata ma appunto da pagine collaterali di utenti privati o organizzazioni giovanili quali Blocco Studentesco. «Abbiamo attivato i nostri avvocati. Qualcuno ha dato l’ordine di farci fuori», dichiara il consigliere municipale di Ostia Luca Marsella di CasaPound, che era solito usare lo streaming Facebook per lanciare le sue invettive. Ultimamente ce l’aveva coi migranti che vivono nell’ex Colonia Vittorio Emanuele. «Risponderemo con più piazza e più reclutamento», dice il fondatore di Forza Nuova Roberto Fiore invocando un ritorno alle vecchie maniere. Ma ormai è quasi impossibile tracciare un confine netto tra reale e virtuale, tra le mobilitazioni per strada e la loro amplificazione via social, come si è visto in occasione delle campagne contro l’assegnazione di casa popolari ai migranti. Bastava qualche militante per una foto e dei video da diffondere. Adesso sarà un po’ più complicato. * Fonte: Giuliano Santoro, il manifesto

L'articolo CasaPound e Forza Nuova oscurati dai social: «Diffondono odio» sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/09/casapound-e-forza-nuova-oscurati-dai-social-diffondono-odio/feed/ 0
Squadristi. L’aggressione fascista ai giovani del Cinema America di Trastevere https://www.micciacorta.it/2019/06/squadristi-laggressione-fascista-ai-giovani-del-cinema-america-di-trastevere/ https://www.micciacorta.it/2019/06/squadristi-laggressione-fascista-ai-giovani-del-cinema-america-di-trastevere/#respond Tue, 18 Jun 2019 15:46:41 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25503 Dal 2014 a oggi 187 episodi, raccolti in una mappa interattiva da Infoantifa Ecn. Quasi uno su tre negli ultimi 18 mesi «Ringrazio tutti per la solidarietà, sono appena uscito dalla sala operatoria per l’intervento al setto nasale. Non appena mi dimetteranno andrò subito a sporgere denuncia e lo farò indossando la maglietta del Cinema […]

L'articolo Squadristi. L’aggressione fascista ai giovani del Cinema America di Trastevere sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

Dal 2014 a oggi 187 episodi, raccolti in una mappa interattiva da Infoantifa Ecn. Quasi uno su tre negli ultimi 18 mesi «Ringrazio tutti per la solidarietà, sono appena uscito dalla sala operatoria per l’intervento al setto nasale. Non appena mi dimetteranno andrò subito a sporgere denuncia e lo farò indossando la maglietta del Cinema America». Ha scritto così nel pomeriggio di ieri David Habib, uno dei quattro ragazzi aggrediti sabato notte nel quartiere romano di Trastevere. «Avete la maglietta del Cinema America, siete antifascisti. Toglietevela» avrebbero gridato i 10 aggressori prima di scatenarsi con testate, calci, pugni e colpi di bottiglia. Insieme al messaggio comparso sulla pagina Facebook del progetto nato dall’occupazione della storica sala di via Natale del Grande e poi, dopo lo sgombero, continuato con le proiezioni di film in diverse piazze della capitale, la foto del giovane con naso fasciato e pugno chiuso. Sotto, commenti di solidarietà e richieste di acquisto delle magliette bordeaux con la scritta gialla. Un modo per indossare la solidarietà contro la violenza fascista. UNA RISPOSTA IMMEDIATA c’era stata già all’indomani dell’aggressione. Domenica sera migliaia di persone hanno affollato piazza di San Cosimato, al centro dello storico quartiere adiacente al fiume che attraversa Roma. Alla presentazione del film di Bernardo Bertolucci Io ballo da sola in tanti si sono presentati con la t-shirt del Cinema America, organizzatore dell’evento. Tra loro Jeremy Irons, attore britannico premio Oscar nel 1991, giunto a Roma per l’omaggio al regista italiano scomparso a novembre scorso. «Dobbiamo fare attenzione quando andiamo a votare, ma soprattutto dobbiamo ricordarci della nostra umanità in modo tale che ciò che è accaduto 70 anni fa non torni a gettare i suoi semi» ha detto Irons al microfono. AI RAGAZZI AGGREDITI sono arrivati numerosi attestati di solidarietà da esponenti istituzionali, sindacati e mondo dello spettacolo. «Aspettiamo le necessarie verifiche ma se i fatti fossero confermati sarebbe un episodio gravissimo, aggravato dall’intolleranza ideologica» ha affermato il premier Giuseppe Conte. «Piena solidarietà ai ragazzi del Cinema America – ha scritto su twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi – Un atto vile e barbaro, che bisogna condannare fermamente. Roma è una città aperta e inclusiva». Al trend si è accodato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dagli Usa. «Noi combattiamo contro ogni genere di violenza, che siano comunisti o fascisti. Del resto io faccio il ministro che reprime la violenza» ha detto il leader della Lega, derogando al principio di generalizzazione delle responsabilità che utilizza ogni volta che a delinquere è un cittadino immigrato. «Una cosa gravissima, un’aggressione fascista che va combattuta e non sottovalutata nel modo più assoluto. Credo sia necessario reagire» ha dichiarato il segretario della Cgil Maurizio Landini. «Facciamo così. La prossima volta prendetevela con me» è il messaggio twittato da Edoardo Leo, protagonista della saga Smetto quando voglio, insieme a un selfie con indosso la maglietta del Cinema America. L’AGGRESSIONE DI SABATO scorso ha fatto giustamente scalpore, ma non si tratta di un episodio isolato. Nella mappa in costante aggiornamento realizzata dal progetto Infoantifa Ecn sono stati raccolti e classificati 187 episodi di violenza compiuti da estremisti di destra dal 2014 a oggi. Ben 58, quasi uno su tre, si sono verificati negli ultimi 18 mesi: uno ogni dieci giorni. Gli episodi sono di natura diversa e vanno dalle minacce verbali alle aggressioni fisiche, dagli attentati incendiari a spazi sociali alle bombe carta contro centri di accoglienza, dalle violenze sessuali agli omicidi. Come quelli di matrice razzista di Idy Diene a Firenze (04/03/2018) ed Emmanuel Chidi Namdi a Fermo (06/07/2016) o il femminicidio di Anna Carusone in provincia di Caserta (22/01/2018), per citare i più recenti. LA VIOLENZA COLPISCE soggetti diversi: omosessuali, migranti, donne, antifascisti, chi esprime solidarietà agli stranieri o chi professa una fede diversa. La mappa riconduce 22 episodi a Forza Nuova e 70 a Casapound. Proprio il partito collegato alla casa editrice Altaforte con cui il «ministro che reprime la violenza» ha recentemente pubblicato il libro-intervista Secondo Matteo.

foto: dalla pagina facebook I ragazzi del Cinema America

L'articolo Squadristi. L’aggressione fascista ai giovani del Cinema America di Trastevere sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/06/squadristi-laggressione-fascista-ai-giovani-del-cinema-america-di-trastevere/feed/ 0
Genova. Poche scuse per il pestaggio poliziesco https://www.micciacorta.it/2019/05/genova-poche-scuse-per-il-pestaggio-poliziesco/ https://www.micciacorta.it/2019/05/genova-poche-scuse-per-il-pestaggio-poliziesco/#respond Sat, 25 May 2019 07:57:27 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25449 I vertici delle forze dell’ordine si scusano. Scarcerati i due manifestanti. Polemiche per l’autorizzazione agli estremisti di destra Il giorno dopo la grande mobilitazione che ha assediato il comizio elettorale di Casapound, a Genova e nel resto del paese si tirano le somme dell’ennesima provocazione neofascista autorizzata dalle istituzioni. La procura ha aperto due fascicoli […]

L'articolo Genova. Poche scuse per il pestaggio poliziesco sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

I vertici delle forze dell’ordine si scusano. Scarcerati i due manifestanti. Polemiche per l’autorizzazione agli estremisti di destra Il giorno dopo la grande mobilitazione che ha assediato il comizio elettorale di Casapound, a Genova e nel resto del paese si tirano le somme dell’ennesima provocazione neofascista autorizzata dalle istituzioni. La procura ha aperto due fascicoli di indagine: uno contro i manifestanti e un altro contro gli agenti, per il pestaggio del cronista di Repubblica Stefano Origone. Intanto, i due antifascisti arrestati durante le proteste sono stati liberati con obbligo di firma fino al 19 luglio, quando inizierà il processo. Si tratta di un operaio portuale di 52 anni e di un giovane di 31. Le accuse iniziali di resistenza e lesioni in concorso sono state derubricate alla sola resistenza a pubblico ufficiale. La città, comunque, non ha digerito la scelta di concedere una piazza agli estremisti di destra. I video delle violenze della polizia hanno fatto il resto. A GENOVA un comizio neofascista non era mai stato autorizzato. Nel 1960 i missini provarono a convocare il VI congresso nazionale ma imponenti manifestazioni e un’intera giornata di scontri, il 30 giugno, impedirono la riunione dei nostalgici del regime e contribuirono a far cadere il governo democristiano guidato da Fernando Tambroni. Questa volta l’incontro si è tenuto, ma il risultato è stato grottesco. «Negozi chiusi, residenti perquisiti, buste della spesa passate al setaccio, cassonetti rimossi, la zona rossa e un enorme dispiegamento di polizia sono serviti a proteggere 16 militanti di un partito neofascista che ha scelto di chiudere la campagna elettorale in una città medaglia d’oro alla resistenza solo per sfidarla», afferma Domenico Chionetti, della Comunità di San Benedetto al Porto, tra le realtà promotrici della mobilitazione antifascista. INTORNO AL «COMIZIO» oltre 2mila persone hanno fatto sentire in modi diversi il rifiuto per quel corpo estraneo alla storia di Genova. «Le persone sono rimaste in piazza fino a quando i militanti di Casapound sono andati via, nascosti in alcune macchine – racconta Lucio, del centro sociale Aut Aut – A volte quando ci sono tensioni c’è chi critica e se ne va. Stavolta non si è mosso nessuno. Era una piazza molto bella perché composita e intergenerazionale. C’erano tanti giovani e poi bambini nel passeggino affianco ad anziani ultra settantenni. Questi ultimi hanno mantenuto il loro posto anche mentre venivano sparati i lacrimogeni». LE VIOLENZE DELLA POLIZIA hanno sollevato un polverone. L’attenzione si è concentrata sul grave pestaggio di Origone, scaraventato a terra e colpito con calci e manganellate da diversi agenti. Ma non si è trattato di un caso isolato. Nello stesso video si vede una ragazza inseguita e colpita ripetutamente da un celerino. Un quindicenne ha riportato ferite alla testa e una giovane alla coscia, a causa di un lacrimogeno sparato in basso. I gas sono stati usati in maniera indiscriminata. «Da queste parti non si vedeva dal G8», ha detto un manifestante. Un candelotto si è scontrato sull’insegna dello storico Bar Mangini, in piazza Corvetto, situato sul lato opposto al presidio: avrebbe potuto colpire qualsiasi passante. IL PROCURATORE CAPO Francesco Cozzi e il questore Vincenzo Ciarambino si sono scusati con il giornalista picchiato dalla polizia. «Se c’è qualcuno che sbaglia, paga» ha detto Cozzi riferendosi sia agli agenti che ai manifestanti. «Non bastano le dovute scuse da parte dei vertici delle forze dell’ordine, è necessario e urgente che sia messo l’identificativo sui caschi dei poliziotti» ha affermato Nicola Fratoianni, de La Sinistra. Anche Amnesty International, che da anni conduce una campagna sul tema, ha ribadito l’urgenza di «mettere fine all’assenza di codici identificativi per gli operatori delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico». COME AL SOLITO, il ministro dell’Interno Matteo Salvini se l’è presa con i centri sociali. «Ogni volta che sono in piazza succede il caos – ha detto il leader della Lega – studieremo qualcosa per evitarlo». Il sindaco del capoluogo ligure Marco Bucci, eletto con una coalizione di centro-destra, ha difeso la scelta di concedere l’autorizzazione a Casapound: «Probabilmente rivedremo le aree. Ma se c’è un partito legale, non gli si può negare di fare un comizio». Genova, evidentemente, non la pensa così. * Fonte: Giansandro Merli, IL MANIFESTO

L'articolo Genova. Poche scuse per il pestaggio poliziesco sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/05/genova-poche-scuse-per-il-pestaggio-poliziesco/feed/ 0
Roma, oggi antifascisti in piazza a Torre Maura contro Casapound https://www.micciacorta.it/2019/04/roma-oggi-antifascisti-in-piazza-a-torre-maura-contro-casapound/ https://www.micciacorta.it/2019/04/roma-oggi-antifascisti-in-piazza-a-torre-maura-contro-casapound/#respond Sat, 06 Apr 2019 07:31:06 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25338 ROMA. A Torre Maura, dopo che gli ultimi Rom sono stati portati via dalla struttura di accoglienza assediata dagli abitanti in rivolta da martedì sera, è tornata la calma. Ma il degrado è rimasto, come e forse più di prima. Forza Nuova ieri sera con una fiaccolata ha tentato l’ultimo spot prima di lasciare il […]

L'articolo Roma, oggi antifascisti in piazza a Torre Maura contro Casapound sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

ROMA. A Torre Maura, dopo che gli ultimi Rom sono stati portati via dalla struttura di accoglienza assediata dagli abitanti in rivolta da martedì sera, è tornata la calma. Ma il degrado è rimasto, come e forse più di prima. Forza Nuova ieri sera con una fiaccolata ha tentato l’ultimo spot prima di lasciare il quartiere al suo destino e spostare la protesta elettorale a Casalotti, periferia nord di Roma dove controllano il territorio molto più che a Torre Maura e dove alcune delle famiglie Rom sono state trasferite. Stessa strategia quella di CasaPound che questa mattina alle 10 tornerà nel quartiere con un corteo che parte da via Piovanelli, a pochi metri dalla contromanifestazione organizzata dall’Anpi alla quale hanno aderito anche la Cgil, Libera e l’Arci. Le organizzazioni antifasciste hanno dato appuntamento a Piazzale delle Paradisee per un sit-in antirazzista – un tantino fuori tempo massimo, a dire il vero, evidentemente per difficoltà nei rapporti con il territorio e con gli abitanti in rivolta di Torre Maura. Il sit-in è stato indetto con lo slogan «Non me sta bene che no», coniato da una delle frasi pronunciate dal 15enne Simone quando ha affrontato in perfetta solitudine, senza ideologie e con coraggio i neofascisti che per giorni hanno presidiato la struttura dove erano state segregate le famiglie Rom. «Dopo tre giorni di follia a Torre Maura, la Cgil insieme ad altre realtà, che vanno da Libera all’Arci, ha deciso di manifestare in concomitanza con CasaPound, per affermare che il problema del quartiere non sono 70 persone ma l’assenza di servizi e di lavoro», ha spiegato Michele Azzola, segretario generale della Cgil Roma e Lazio. Il Pd romano ha fatto appello al Questore affinché non autorizzi il corteo neofascista: «Chi calpesta ogni giorno la Costituzione e i valori di Roma antifascista non può continuare a marciare sulle ferite della nostra città». Al sit-in antirazzista hanno aderito numerose organizzazioni e partiti. «Ci saremo – annuncia Simone Sapienza, segretario di Radicali Roma – anche per ricordare la delibera popolare Accogliamoci, con cui, prima ancora dello scandalo di Mafia Capitale, avevamo proposto, insieme a tante realtà che saranno presenti in piazza, una riforma totale dell’accoglienza e un piano preciso di superamento dei campi etnici e delle baraccopoli a Roma». * Fonte: Eleonora Martini, IL MANIFESTO

L'articolo Roma, oggi antifascisti in piazza a Torre Maura contro Casapound sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/04/roma-oggi-antifascisti-in-piazza-a-torre-maura-contro-casapound/feed/ 0
I fascisti di Blocco studentesco contro l’Anpi in un blitz a un liceo di Roma https://www.micciacorta.it/2019/02/i-fascisti-di-blocco-studentesco-contro-lanpi-in-un-blitz-a-un-liceo-di-roma/ https://www.micciacorta.it/2019/02/i-fascisti-di-blocco-studentesco-contro-lanpi-in-un-blitz-a-un-liceo-di-roma/#respond Sat, 23 Feb 2019 18:08:12 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25250 Il gruppetto avrebbe voluto impedire l'intervento dell'Anpi in un'iniziativa sulle vicende del confine giuliano-dalmata durante la seconda guerra mondiale e intorno alla liberazione dal nazifascismo

L'articolo I fascisti di Blocco studentesco contro l’Anpi in un blitz a un liceo di Roma sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

Una dozzina di esponenti dell’organizzazione denominata «Blocco studentesco», una sorta di branca giovanile di «Casapound», ha fatto irruzione ieri mattina nel liceo Giordano Bruno, in zona Casal Boccone a Roma. Il gruppetto avrebbe voluto impedire l’intervento dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) in un’iniziativa sulle vicende del confine giuliano-dalmata durante la seconda guerra mondiale e intorno alla liberazione dal nazifascismo. L’incontro faceva parte del progetto «Italia-Jugoslavia. Per non dimenticare» promosso dal Comune di Roma. «Nonostante il dibattito sia stato momentaneamente disturbato dall’irruzione di un gruppo di estranei è positivamente proseguito come previsto» fanno sapere dalla scuola. Gli esponenti del Blocco hanno srotolato una striscione e urlato degli slogan al megafono. Avrebbero anche dato dell’«assassino» al relatore che in quel momento stava intervenendo. «Tali personaggi, con fare aggressivo e intimidatorio – afferma l’Anpi – volevano impedire la continuazione dell’iniziativa per imporre la loro distorta e irreale visione della storia. Si ringraziano gli studenti, i docenti, i relatori e il dirigente scolastico che con fermezza e intelligenza hanno isolato i fascisti e li hanno costretti ad allontanarsi dalla scuola». Sull’aggressione è intervenuta anche Claudia Pratelli, assessore Scuola e pari opportunità del III municipio: «Solo due giorni fa al liceo Benedetto da Norcia due ragazzi erano stati malmenati dalla stessa organizzazione di estrema destra. La scelta del governo di tollerare l’occupazione di Casapound suona come un’ambiguità inaccettabile. Per quanto ci riguarda sia chiaro che non c’è spazio né tolleranza alcuna nelle nostre scuole e in questo territorio per atti di violenza o per le organizzazioni fasciste». Il riferimento è alla notizia dei giorni scorsi secondo cui il ministro dell’Economia e delle Finanze (Mef) Giovanni Tria avrebbe scritto una lettera a Virginia Raggi sostenendo che la liberazione della sede dei «fascisti del terzo millennio» non è una priorità, in quanto non è a rischio crollo e non presenta problemi dal punto di vista igienico-sanitario. Tria ha poi smentito di aver inviato questa missiva, sostenendo che il Mef ha richiesto lo sgombero ma è la Prefettura, che come è noto dipende dal ministero dell’Interno, a decidere. «Mentre discutevamo sono entrati questi ragazzi con fare squadrista – racconta un docente presente al’iniziativa – Gli abbiamo detto di andarsene, che lì non potevano stare, ma si sono trattenuti comunque una decina di minuti. Alcuni studenti sono sembrati spaventati, c’erano anche dei minori, mentre altri volevano reagire. Dei colleghi li hanno trattenuti invitandoli a mantenere la calma. Alla fine anche alcuni alunni che potevano avere simpatie di destra non hanno apprezzato l’arroganza. Credo che l’irruzione abbia ottenuto l’effetto opposto a quello desiderato». * Fonte: Giansandro Merli, IL MANIFESTO

L'articolo I fascisti di Blocco studentesco contro l’Anpi in un blitz a un liceo di Roma sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/02/i-fascisti-di-blocco-studentesco-contro-lanpi-in-un-blitz-a-un-liceo-di-roma/feed/ 0
Roma, lo sgombero di CasaPound approvato dal consiglio comunale https://www.micciacorta.it/2019/01/roma-lo-sgombero-di-casapound-approvato-dal-consiglio-comunale/ https://www.micciacorta.it/2019/01/roma-lo-sgombero-di-casapound-approvato-dal-consiglio-comunale/#respond Wed, 30 Jan 2019 09:14:36 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25202 Roma Capitale. La mozione del Pd approvata anche dal M5S

L'articolo Roma, lo sgombero di CasaPound approvato dal consiglio comunale sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

La sede romana di CasaPound Italia – «i fascisti del Terzo Millennio», come amano definirsi loro stessi – va sgomberata immediatamente. È quanto dispone una mozione approvata ieri a stragrande maggioranza dal Consiglio comunale capitolino (30 sì; solo 4 i voti contrari, quelli di Lega, Fi e FdI) che impegna la sindaca Raggi ad «attivarsi presso gli Organi competenti affinché sia predisposto lo sgombero immediato dello stabile sito in Via Napoleone III illegalmente occupato da CasaPound». Una mozione vale quel che vale (poco, si sa) ma il testo presentato dal Pd e votato anche dl M5S – anzi, tengono a precisare i pentastellati che Virginia Raggi l’ha più volte sollecitato -, se da un lato punta a mettere in imbarazzo il ministro Salvini nella speranza di porlo davanti alla scelta di rallentare la corsa delle sue ruspe oppure di travolgere anche i suoi ex alleati neofascisti, dall’altro lato potrebbe diventare invece un’arma a doppio taglio per tutte le occupazioni romane. Non che sia lecito porle sullo stesso piano, naturalmente. Le differenze sono evidenti, come fa notare la stessa mozione che porta la prima firma del consigliere dem Giovanni Zannola: «Non è tollerabile che Casapound possa protrarre la propria occupazione in un edificio di pregio per svolgere attività che alimentano un clima di tensione in città, rifacendosi alle ideologie fasciste e alle politiche di Benito Mussolini, violando le normative che non consentono tali comportamenti». O come sottolinea anche Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e consigliere della Città Metropolitana, che già ad agosto 2018 aveva posto la questione dello sgombero di CasaPound al Prefetto Basilone, alla sindaca e al ministro dell’Interno, «senza alcuna risposta», e ora si rallegra dell’iniziativa dei consiglieri. Con una precisazione: «Sono assolutamente contrario allo sgombero dei centri sociali, ma un conto è occupare uno spazio abbandonato, recuperarlo e restituirlo alla cittadinanza, altro conto è un partito politico che occupa un immobile pubblico». La mozione spiega anche che l’immobile, di proprietà del Demanio, è occupato dal 2003 ma che «solo nel 2008 viene costituita l’associazione di promozione sociale CasaPound Italia». E che «ad oggi non è possibile escludere, anzi è probabile, che gli appartamenti all’interno della sede di CasaPound vengano affittati a terzi». Finora, prosegue il testo, «nessuna amministrazione e nessuna istituzione si è occupata di stabilire il danno erariale prodotto da questa occupazione», e invece bisogna «proseguire il percorso di permuta dell’immobile finalizzato alla sua riqualificazione, avviando un confronto con la cittadinanza e le istituzioni territoriali per deciderne l’utilizzo futuro». I grillini romani rivendicano la scelta di aver votato la mozione del Pd, spiegando che «la legalità non ha colore politico». Un’affermazione neutra? Non proprio: «Diamo un segnale – rilancia il consigliere di Noi con Salvini, Maurizio Politi – votiamo tutti insieme un odg per chiedere lo sgombero di tutti gli edifici occupati in città, fuori dalla propaganda politica». «Che cosa farà ora Salvini?», provoca il gruppo consiliare del Pd. «Noi non siamo alleati di Salvini dal 2015, quindi il ministro è libero di comportarsi come meglio crede», ribatte il leader di CasaPound Simone Di Stefano che nega che la sede del loro partito sia in Via Napoleone III, e avverte: «Se pensa di venire qui e buttare i bambini in mezzo alla strada troverà una ferma opposizione». La questione dunque è tutta e solo politica. * Fonte: Gilda Maussier, IL MANIFESTO

L'articolo Roma, lo sgombero di CasaPound approvato dal consiglio comunale sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/01/roma-lo-sgombero-di-casapound-approvato-dal-consiglio-comunale/feed/ 0
Una pioggia di denunce a Roma contro 27 antifascisti https://www.micciacorta.it/2019/01/una-pioggia-di-denunce-a-roma-contro-27-antifascisti/ https://www.micciacorta.it/2019/01/una-pioggia-di-denunce-a-roma-contro-27-antifascisti/#respond Sat, 12 Jan 2019 08:31:46 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25139 A Roma 27 avvisi di apertura indagine recapitati ad altrettanti attivisti nella capitale

L'articolo Una pioggia di denunce a Roma contro 27 antifascisti sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

Ventisette avvisi di apertura indagine sono stati recapitati ad altrettanti attivisti della capitale. La lista, però, potrebbe allungarsi. I fatti risalgono al 13 settembre 2017, epilogo di una catena di episodi che ben riflettono l’Italia di oggi. Riavvolgiamo il nastro. Il 30 agosto di quell’anno Roma si svegliò con la notizia dell’assalto al centro di accoglienza di Tiburtino III. Sembrava che gli abitanti avessero attaccato in massa la struttura per il sequestro di una donna, entrata nell’edificio a protestare contro un rifugiato che aveva lanciato pietre ai suoi figli. Dopo due giorni, però, la notizia cambiò di segno: il rifugiato era stato accoltellato dalla signora, il sequestro era inventato e solo poche persone avevano attaccato il centro. CASAPOUND provò comunque a cavalcare il clima di tensione in chiave razzista. Con un blitz al municipio a guida 5 Stelle strappò un consiglio straordinario sulle «problematiche del centro di via del Frantoio». L’Anpi e le realtà associative del territorio chiesero di annullare la decisione, senza riuscirci. Il 13 abitanti del quartiere e attivisti romani convocarono un presidio davanti al centro anziani in cui era prevista la seduta. «Parlare con i fascisti non è democrazia», cantavano alcuni. Pochi minuti prima delle 17 una cinquantina di aderenti a Casapound arrivò scortata dalla celere. Ci furono delle scaramucce. La polizia fece entrare gli estremisti di destra nella struttura. Agli antifascisti suonò come una provocazione. Aprirono un cancello e occuparono il cortile. Continuavano a chiedere di annullare il consiglio, che era iniziato. La tensione salì ancora. Alcuni manifestanti trovarono un altro ingresso ed entrarono a contatto fisicamente con Casapound. Il consiglio fu annullato. GLI AVVISI DI GARANZIA arrivano a pochi giorni dall’ennesimo episodio di violenza fascista nella capitale, con l’aggressione a due giornalisti dell’Espresso. I reati su cui si indaga sono manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale e radunata sediziosa. La risposta firmata antifasciste e antifascisti è arrivata ieri con un comunicato: «A Tiburtino III abbiamo difeso i principi da cui nasce l’istituzione pubblica. Non faremo alcun passo indietro e non lasceremo spazio ai fascisti, mai». * Fonte: IL MANIFESTO

L'articolo Una pioggia di denunce a Roma contro 27 antifascisti sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/01/una-pioggia-di-denunce-a-roma-contro-27-antifascisti/feed/ 0
A Roma i fascisti aggrediscono i giornalisti de L’Espresso https://www.micciacorta.it/2019/01/a-roma-i-fascisti-aggrediscono-i-giornalisti-de-lespresso/ https://www.micciacorta.it/2019/01/a-roma-i-fascisti-aggrediscono-i-giornalisti-de-lespresso/#respond Tue, 08 Jan 2019 15:07:16 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25121 Durante la commemorazione per Acca Larentia al Verano militanti di Avanguardia Nazionale e il capo di Forza Nuova Roma colpiscono un cronista e un fotografo

L'articolo A Roma i fascisti aggrediscono i giornalisti de L’Espresso sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

Violenza neofascista contro i giornalisti dell'Espresso. Nel giorno in cui i militanti nostalgici del Duce ricordano i morti di Acca Larentia, il nostro collega, Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti, sono stati violentemente aggrediti al cimitero del Verano. Tra gli assalitori c'era anche il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, che nonostante sia sottoposto al regime di sorveglianza speciale si trovava sul luogo infrangendo il divieto imposto. I neofascisti si sono ritrovati al cimitero romano perché qui c’è il mausoleo in memoria dei loro caduti. Alle 14.30 si erano riuniti membri del movimento neofascista Avanguardia Nazionale insieme a Forza Nuova e Fiamme Nere, per commemorare “tutti i camerati assassinati sulla via dell'onore”. Il riferimento è anche ai militanti del fronte della gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, del movimento sociale italiano uccisi davanti alla sede Acca Larentia il 7 gennaio 1978. L'Espresso con estrema discrezione e rispetto per il luogo - il cimitero scelto dai neofascisti per la commemorazione - era sul posto per documentare una notizia: la manifestazione organizzata da un movimento, Avanguardia nazionale, già sciolto negli anni '70 perché eversivo. Ma in Italia le cose funzionano così, la memoria è corta e anche Avanguardia può avere una seconda vita, e con arroganza ritagliarsi spazio nella galassia dell'estrema destra. Il leader che ha ricostituito Avanguardia è sempre Stefano Delle Chiaie, il maestro di moltissimi giovani neofascisti. E anche oggi, sebbene Delle Chiaie non fosse presente, c'erano alcuni grandi vecchi capi del movimento eversivo. Ma torniamo ai fatti. Intorno all'ora di pranzo il nostro cronista e il fotografo si trovavano a piazzale del Verano. Dopo il “presente” di rito dei camerati al Mausoleo alcuni esponenti dell'estrema destra si sono avvicinati a Marchetti. Con spinte e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica. L'hanno ottenuta ma non contenti, gli hanno chiesto il documento per identificarlo, senza che le forze dell'ordine intervenissero.
VEDI ANCHE:
Al grido «L'Espresso è peggio delle guardie», un altro gruppo ha accerchiato il nostro giornalista Federico Marconi. Tra questi il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia sorvegliato speciale. E' probabilmente questa la causa dell'aggressione. Perché avremmo documentato la piena violazione della restrizione. Castellino si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi. E ancora il capo di Forza Nuova insieme a uno vecchio militante di Avanguardia Nazionale ha preso al giornalista il cellulare e il portafoglio per identificarlo. Dal telefono hanno cancellato foto e video della giornata. Effetti personali che non gli hanno restituito fino a quando non sono intervenute le forze dell'ordine che seguivano a distanza l'aggressione. La redazione dell'Espresso non si lascerà certo intimidire da queste azioni fasciste, vili e vergognose. Una violenza indegna di uno Stato democratico, che non può accettare la presenza di gruppi politici come Forza Nuova, CasaPound e Avanguardia Nazionale che si rifanno sfacciatamente al Ventennio. E ora come giornalisti e come cittadini  ci aspettiamo una dura reazione del Viminale  che vada ben oltre la semplice dichiarazione di Matteo Salvini. Il ministro dell'Interno all'agenzia Dire alle 18.48 ha detto: «Il posto giusto per chi mena le mani è la galera. Cercheremo di capire perché uno di loro, che è sottoposto a un regime di sorveglianza speciale, era in libertà»
* Fonte: Giovanni Tizian, L'Espresso

L'articolo A Roma i fascisti aggrediscono i giornalisti de L’Espresso sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2019/01/a-roma-i-fascisti-aggrediscono-i-giornalisti-de-lespresso/feed/ 0
Lettera da Fiume. I fascisti in fuga dall’impresa dannunziana https://www.micciacorta.it/2018/11/lettera-da-fiume-i-fascisti-in-fuga-dallimpresa-dannunziana/ https://www.micciacorta.it/2018/11/lettera-da-fiume-i-fascisti-in-fuga-dallimpresa-dannunziana/#respond Sun, 04 Nov 2018 08:21:05 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=24951 Claudio Magris ha pubblicato un articolo di aspra condanna del neofascismo e dei tentativi di seminare zizzania fra la minoranza italiana d’oltre confine e di riaccendere vecchi rancori nazionalistici contro gli italiani rimasti sulla sponda orientale

L'articolo Lettera da Fiume. I fascisti in fuga dall’impresa dannunziana sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>

I fascisti di Casapound che avevano minacciato di tenere un concerto provocatorio a Fiume nel tardo pomeriggio o nella serata di ieri – come avevano annunciato -, non si sono fatti proprio vedere nel capoluogo del Quarnero. Il loro annuncio, invece di raccogliere una sperata, sia pure scarsa adesione fra i connazionali rimasti al di là del confine orientale, ha suscitato in città e nell’intera regione istro-quarnerina, un’alzata massiccia di scudi contro tutti i fascismi vecchi e nuovi. Per due intere settimane articoli infiammati contro i provocatori di Casapound, a difesa dei valori dell’antifascismo e della fraterna convivenza tra italiani, croati e sloveni nell’Istria e nel Quarnero sono apparsi su tutti i quotidiani della regione, da La Voce del Popolo al Novi List di Fiume, dal Glas Istre di Pola al Primorke Novine di Capo d’Istria, per citare solo quelli che siamo riusciti a leggere. Non a caso i primi a puntare il dito contro la provocazione fascista sono stati i connazionali di Fiume con alla testa il presidente dell’Assemblea della Comunità degli italiani, Moreno Vrancich, il redattore capo del quotidiano La Voce del Popolo, Roberto Palisca ed altri sulle pagine del giornale e su Internet, docenti universitari attori del Dramma Italiano e scrittori tra cui Vanni D’Alessio, Mirko Soldano, Giuseppe Nicodemo ed altri. La Voce del Popolo, organo dell’Unione Italiana in Croazia e Slovenia, ha pubblicato quasi ogni giorno le reazioni delle comunità degli italiani riunite sotto lo slogan «Ripudiamo il fascismo». In tal modo la risposta alla provocazione di Casapound ha rafforzato i rapporti di convivenza fra le popolazioni slave maggioritarie e la minoranza italiana sparsa da Fiume a Capo d’Istria, da Pirano a Zara. Le proteste antifasciste hanno trovato l’appoggio anche del quotidiano Il Piccolo di Trieste. Il noto scrittore triestino Claudio Magris ha pubblicato un articolo di aspra condanna del neofascismo e dei tentativi dell’estrema destra dello stivale di seminare zizzania fra la minoranza italiana d’oltre confine e di riaccendere vecchi rancori nazionalistici contro gli italiani rimasti sulla sponda orientale. Ecco, di fronte a queste reazioni, ed ai messaggi delle autorità croate di Fiume a sostegno della minoranza italiana, anche gli «eroi» di Casapound hanno finito per nascondersi, darsi alla fuga, sparire dalla scena. Come dice la gente qui a Fiume, «I neri i ga calato le braghe». Inneggiando al fascismo, al suo carico di violenze e di disprezzo per l’uomo, col pretesto di celebrare oltre confine la «vittoria dell’Italia del novembre del 1918» e «il suo virtuale ritorno in Istria e nel Quarnero – si leggeva su La Voce del Popolo – i gerarchi di Casapound hanno finito per prendere schiaffi e pugni in faccia dai connazionali rimasti sulla sponda opposta dell’Adriatico e di rafforzare lo spirito di fraternità fra le varie etnie dell’Istria e del Quarnero, che si è irrobustito negli ultimi 70 anni di vita in comune». * Fonte: Giacomo Scotti, IL MANIFESTO

L'articolo Lettera da Fiume. I fascisti in fuga dall’impresa dannunziana sembra essere il primo su Micciacorta.

]]>
https://www.micciacorta.it/2018/11/lettera-da-fiume-i-fascisti-in-fuga-dallimpresa-dannunziana/feed/ 0