Crisi ucraina – Micciacorta https://www.micciacorta.it Sito dedicato a chi aveva vent'anni nel '77. E che ora ne ha diciotto Tue, 16 Jul 2019 09:48:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Fascisti con missile e arsenale https://www.micciacorta.it/2019/07/fascisti-con-missile-e-arsenale/ https://www.micciacorta.it/2019/07/fascisti-con-missile-e-arsenale/#respond Tue, 16 Jul 2019 09:48:44 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25556 Blitz delle squadre anti terrorismo al Nord. Sequestrate armi da guerra e anche un missile di tre metri. Tra gli arrestati un ex di Forza Nuova

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Un fiorente traffico internazionale di armi, di provenienza incerta, che coinvolge estremisti della destra italiana. In un primo momento sembrava che l’operazione anti terrorismo di ieri avesse scoperchiato inquietanti relazioni tra mercenari italiani, decine in partenza da tutta Italia fin dal 2014, e la guerra del Donbass in Ucraina. Ma gli inquirenti hanno successivamente escluso questa ipotesi, riconducendo l’indagine al traffico d’armi internazionale. IL QUADRO CHE LA DIGOS di Torino sta tracciando grazie a un serie di operazioni condotte da forze speciali in tutta Italia risulta inquietante per quanto riguarda potenza e qualità organizzativa dell’eversione nera in Italia. Dopo un’operazione simile condotta due settimane fa nel nord ovest, ieri un blitz concluso da squadre anti terrorismo ha portato al sequestro di armi da guerra e comuni. Sono stati trovati nove fucili d’assalto, una pistola mitragliatrice, tre fucili da caccia, sette pistole, sei parti di armi da guerra, venti baionette, circa mille munizioni nonché una variegata collezione di bandiere e cartelli con simbologia naziste. In un hangar nei pressi dell’aeroporto di Rivanazzano Terme, in provincia di Pavia, è stato rinvenuto persino un missile, alto circa tre metri e dal peso di otto quintali, perfettamente funzionante previa riarmatura. Di produzione francese, proveniva dal Qatar. L’intero arsenale era in vendita al miglior offerente: il razzo a un prezzo di circa mezzo milione di euro ed era già stato oggetto di interesse. Tra gli arrestati Fabio Del Bergiolo, 60 anni, colui che deteneva l’arsenale: nella sua casa di Gallarate è stato trovato un ingente quantitativo di armi, per lo più di fabbricazione austriaca, tedesca e statunitense, oltre che diversi stemmi e cartelli con simboli e slogan nazisti. Già ispettore delle dogane specializzato nell’antifrode, Del Bergiolo fu un militante di Forza Nuova nonché candidato al senato nei primi anni duemila. Prese nove voti. Alessandro Monti, 42 anni, svizzero, è invece il titolare della società che possiede l’hangar vicino a Voghera dove è stato trovato il missile. Il terzo finito in manette è Fabio Bernardi, 51 anni. IL QUESTORE DI TORINO Giuseppe De Matteis ha definito l’operazione «un sequestro con pochi precedenti per la qualità delle armi e per il loro potenziale violento». «Non risultano collegamenti tra le persone coinvolte e soggetti combattenti a fianco delle milizie di estrema destra in Ucraina», ha poi aggiunto il questore. Precisazione che ha fermato le prime ricostruzioni che tendevano un filo tra eversione di destra in Italia, Ucraina e Russia. Gli investigatori hanno sottolineato che «al momento non esistono elementi che facciano pensare a progettualità eversive», aggiungendo che sono «risaliti esclusivamente ai destinatari delle misure cautelari, intermediari nella vendita di armi da piazzare sul mercato nero». L’OPERAZIONE DI IERI segue quella del nove luglio a Torino quando furono perquisite dieci case di militanti della destra oltranzista appartenenti a Legio subalpina, Forza Nuova e Rebel firm, a Ivrea, trovando materiale di stampo fascista e proiettili da guerra. In precedenza, il 20 giugno, fu denunciato il coordinatore piemontese di Forza Nuova Luigi Cortese per apologia di fascismo, mentre e alcuni ultras riconducibili alla curva della Juventus e del Torino subirono delle perquisizioni. * Fonte: Maurizio Pagliassotti, IL MANIFESTO

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In Ucraina una «Guantanamo» gestita da neofascisti https://www.micciacorta.it/2019/03/in-ucraina-una-guantanamo-gestita-da-neofascisti/ https://www.micciacorta.it/2019/03/in-ucraina-una-guantanamo-gestita-da-neofascisti/#respond Tue, 26 Mar 2019 10:32:26 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=25310 L'ex agente segreto Prozonov svela l'esistenza di prigioni speciali gestite dal battaglione Azov presso il fronte del Donbass

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Veleni sul voto. E sulle presidenziali di domenica prossima si sbilancia: «Vince Poroshenko, è troppo esperto di frodi» In Ucraina ci sarebbe una vera e propria Guantanamo gestita da neofascisti non lontano dal fronte del Donbass dove dal 2014 si combatte la guerra tra Ucraina e le milizie delle autoproclamate repubbliche. A svelarlo ieri in una conferenza stampa a Mosca l’ex funzionario dei servizi segreti ucraini dal 1999 al 2018, Vasily Prozorov, ora disertore. Secondo Prozonov all’interno dell’aeroporto dalla città di Maryupol, nel Donbass controllato dal governo Poroshenko, sarebbe attiva una prigione segreta dove sarebbero stati torturati e uccisi molti combattenti nemici. Nel gergo dell’intelligence ucraina queste prigioni sono denominate «biblioteche» e i prigionieri «libri». Secondo Prozorov «sono delle vere camere dell’orrore, quella che conosco io ha iniziato a funzionare dall’inizio del 2017 e vi sono passate almeno 300 persone e almeno due delle quali sono morte dopo sevizie. Ma ne esistono sicuramente altre». L’ex agente ucraino sostiene anche che il famigerato battaglione Azov composto da volontari neonazisti e operante sul fronte orientale avrebbe anche proprie prigioni speciali, di cui si sa pochissimo. Il battaglione Azov a quanto afferma Prozorov si sarebbe macchiato di massacri di civili inermi e «agisce praticamente in completa autonomia non rispondendo ai vertici della guardia nazionale ma solo ed esclusivamente all’onnipotente ministro degli interni Arsen Avakov». Quest’ultimo, ormai da tempo, gioca una sua autonoma partita politica: solo la scorsa settimana ha accusato il presidente Poroshenko di compravendita di voti nell’attuale campagna elettorale, senza che questi abbia avuto il coraggio di dimissionarlo. Inoltre a Kiev per Prozorov sono presenti stabilmente dal 2005, un vasto contingente di agenti della Cia che dimorerebbero appena fuori dalla capitale. L’Azov e le formazioni di estrema destra sembrano finalmente destare qualche perplessità anche nel distratto mondo delle cancellerie occidentali. Dopo che il Dipartimento di Stato Usa aveva denunciato il ruolo di gruppi come Nazkorp (braccio politico dell’Azov) e S14, sabato è stata la volta dei ministri degli esteri del G7 a lanciare «l’allarme fascismo», sollecitando però paradossalmente proprio chi tira i fili delle violenze in Ucraina a intervenire per porre un freno a una situazione da tempo sfuggita di mano: «Invitiamo Arsen Avakov ad agire contro i gruppi violenti di estremisti politici che potrebbero minacciare di impedire il prossimo voto e usurpare il ruolo della polizia nazionale ucraina, e prendere in considerazione la possibilità di metterli fuori legge» si legge nel documento dei ministri. A proposito di elezioni i giornalisti hanno voluto chiedere all’ex agente segreto ucraino chi secondo lui vincerà le prossime presidenziali. La sua risposta è stata lapidaria: «Credo le vincerà Poroshenko: ha una vasta esperienza in frodi e ha sotto il suo controllo tutte le risorse finanziarie del paese», ha dichiarato Prozorov. * Fonte: IL MANIFESTO   image: MrPenguin20 [Public domain]

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I patrioti della razza, l’internazionale nera» si riunisce a Kiev https://www.micciacorta.it/2018/10/i-patrioti-della-razza-linternazionale-nera-si-riuscisce-a-kiev/ https://www.micciacorta.it/2018/10/i-patrioti-della-razza-linternazionale-nera-si-riuscisce-a-kiev/#respond Fri, 19 Oct 2018 07:51:51 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=24889 Ucraina. Al congresso di Kiev dei neofascisti europei - presente per l’Italia Casa Pound - Greg Johnson, l’ideologo nazista statunitense, saluta l’avvento al potere «di Trump, Salvini e Kurz»

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Domenica scorsa si è concluso il week-end dell’«internazionale nera» a Kiev. Una vera e propria adunata di gruppi neofascisti europei che ormai da qualche anno hanno individuato «nell’avamposto ucraino» la base per progettare un continente «etnicamente bianco», «antimondialista» e «free-gay». Alla iniziativa lanciata dal braccio politico del famigerato battaglione Azov «NazKorp» e sostenuta dagli altri due partiti neonazisti ucraini Pravy Sektor e Svoboda, hanno aderito anche formazioni di Francia, Svezia, Danimarca, Svizzera, Germania, Polonia e Bielorussia. A rappresentare l’Italia in questa pericolosa accolita di rottami politici, Casa Pound Italia. L’INIZIATIVA aveva preso il via già due giorni prima quando si era tenuto un primo seminario del «Intermarium Support Group» una sorta di ong neofascista, o come l’hanno definita gli organizzatori una «rete per la promozione di progetti per la cooperazione regionale nei settori della difesa, dell’economia e della cooperazione» . Tante giacche e cravatte e tante hostess in tailleur per mostrare l’immagine «in doppiopetto» del fascismo del XXI secolo. Tra gli invitati anche gli ustascia croati e i neofascisti lituani. Il giorno seguente il 14 ottobre in occasione del 76esimo anniversario della fondazione dell’Esercito Insurrezionale Ucraino di Stepan Bandera – il leader dei collaborazionisti filo nazisti – diventato da qualche anno festa nazionale, i convenuti hanno partecipato alla lugubre marcia del nazionalismo neofascista ucraino a cui, secondo i dati della polizia, hanno partecipato 20mila persone e che si è conclusa con un concerto in piazza di gruppi suprematisti metal. DOMENICA, infine, si è tenuta – a porte chiuse – la vera e propria conferenza. Un blogger ucraino è riuscito comunque a partecipare all’«evento» e a fornire qualche dettaglio. «Special guests» come li hanno definiti gli organizzatori, «The Gold One» pseudonimo di Marcus Follin un body builder svedese fascista che invita nei suoi video all’odio per i neri e a rinunciare ai dolci e al porno, ma soprattutto Greg Johnson, l’ideologo nazista americano autore del «Manifesto del Nazionalismo Bianco» in cui si teorizza una società bianca ripulita e separata dalle altre. L’UCRAINA, detto di passata, è ormai l’unico paese europeo che concede l’ingresso a Greg Johnson: lo scorso anno persino il governo ungherese lo invitato a sloggiare da Budapest giudicandolo «persona non grata». Nella sua relazione Johnson ha enfatizzato come «con l’ascesa di Trump, Salvini e Kurz, il vento sia cambiato e questo è qualcosa che dovremo saper utilizzare», operando per giungere alla «fondazione di un pan-euperismo e universalismo di destra». Un punto di vista simile è stato espresso da Alberto Palladino di Casa Pound nella sua relazione «Il movimento rivoluzionario e le elezioni», per il quale al governo M5s-Lega non andrebbe fatta una opposizione di principio ma si deve accompagnare il corso per quanto riguarda il tema dell’immigrazione . LE CONCLUSIONI sono state affidate alla «primula nera» del fascismo ucraino Olena Semenyaka. Secondo la relatrice, Kiev può diventare «il punto di forza e il quartier generale dei patrioti dell’Europa dell’Est e dell’Ovest». Tale progetto sarebbe sorto a Kiev nel 2014 «con la rivoluzione a Kiev (il movimento di Piazza Maidan, ndr.), l’annessione della Crimea e la guerra in Donbass… che hanno fatto rivivere la tradizione della resistenza anticomunista prima e durante la seconda guerra mondiale per fermare il bolscevismo». Una resistenza e un’organizzazione che deve unire oggi «tutti i veri nazionalisti nella parola d’ordine “Oggi in Ucraina, domani in Russia e in tutta Europa!”». * Fonte: Yurii Colombo, IL MANIFESTO

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