Perugia – Micciacorta https://www.micciacorta.it Sito dedicato a chi aveva vent'anni nel '77. E che ora ne ha diciotto Thu, 22 Feb 2018 08:54:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Perugia, attivista di Potere al Popolo accoltellato da fascisti di Casa Pound https://www.micciacorta.it/2018/02/24155/ https://www.micciacorta.it/2018/02/24155/#respond Thu, 22 Feb 2018 08:54:11 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=24155 Perugia. Ma Casapound ha la sua versione: «Siamo noi gli aggrediti». Nel pomeriggio presidio antifascista convocato da Potere al popolo

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PERUGIA. Stavano attaccando i manifesti elettorali di Potere al popolo a Ponte Felcino, periferia di Perugia, quando intorno alle 22.30 di martedì sera due attivisti sono stati accerchiati e aggrediti con bastoni e un coltello. Sull’episodio le indagini sono in corso, ma sembra con ogni probabilità un’aggressione di stampo fascista. Da quanto riferito dalle vittime alle forze dell’ordine, gli aggressori erano in 4 e dopo aver raggiunto i due militanti davanti alla plancia dei manifesti elettorali li hanno prima picchiati con i bastoni, poi hanno usato il coltello, per fuggire poco dopo in macchina. Mario Pasquino, 37 anni, ex militante di Sel e attivista di Potere al Popolo, è finito in ospedale con due coltellate alla coscia e una alla schiena, che non lo ha ferito solo perché attutita dalla robusta giacca indossata. L’altro aggredito ha riportato una contusione sulla fronte per una bastonata. Sull’identità degli aggressori non si sa ancora nulla, ma i sospetti sono ricaduti su Casapound. La formazione politica di estrema destra, con un post su Facebook del suo responsabile regionale, Antonio Ribecco, dichiara tuttavia: «gli aggrediti sono i militanti di Casa Pound Italia, che si sono limitati a difendersi, come i video della telecamera presente sul luogo dimostreranno». In attesa di capire se e cosa dicano i video in questione, va sottolineato che le dichiarazioni dei «fascisti del terzo millennio», oltre che con il racconto degli aggrediti, stridono anche con la testimonianza di una signora residente in zona, che racconta alla testata locale Umbria 24 di aver visto gli aggressori arrivare «sbattendo bastoni» per poi fuggire in macchina dopo l’agguato con secchi e scope (classici arnesi dell’attacchinaggio elettorale, ndr). «Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso – dice il portavoce dei Giovani Comunisti e capolista in Umbria di Potere al popolo, Andrea Ferroni, amico degli aggrediti – ma è praticamente certo che i quattro aggressori fossero lì per attaccare manifesti di Casapound. Abbiamo segnalato per anni al ministero dell’Interno la presenza di organizzazioni fasciste che andrebbero sciolte ma – prosegue – al contrario viene loro permesso di partecipare alle elezioni, così da poter sfruttare il malcontento creato dalle politiche di austerity». Immediata la solidarietà delle due Camere del lavoro dell’Umbria, Perugia e Terni, della Fiom – che invita alla manifestazione di sabato a Roma – della sinistra politica e di numerose rappresentanze sindacali aziendali, così come di alcuni parlamentari umbri del Pd. Il segretario generale della Cgil Umbria, Vincenzo Sgalla, invoca una «risposta immediata e compatta all’ennesima aggressione di chiaro stampo fascista», precisando che questo episodio arriva dopo «svariate altre provocazioni». Il riferimento, neanche troppo velato, è a quanto accade ultimamente in Umbria. Nel cuore di Perugia, all’indomani dell’attentato di Macerata, sotto al riquadro commemorativo del poeta e intellettuale perugino di sinistra Paolo Vinti, molto conosciuto in città, è infatti comparsa la scritta «Macerata non è che l’inizio», su cui sono in corso le indagini dei carabinieri e della digos. Venerdì, in una frazione di Spoleto (Pg), è stata devastata la canonica di Don Giancarlo Formenton, noto per le sue prediche antirazziste e per aver affisso fuori dalla sua chiesa un cartello con scritto: «In questa chiesa è vietato l’ingresso ai razzisti: tornate a casa vostra!». Ieri pomeriggio, a Perugia c’è stato un presidio antifascista convocato da Potere al popolo, a cui hanno preso parte diverse centinaia di persone in un freddo polare. Il grido unanime della piazza è stato «non lasciamoli soli». La risposta che serviva. FONTE: Marco Vulcano, IL MANIFESTO

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