Virginia Gieri – Micciacorta https://www.micciacorta.it Sito dedicato a chi aveva vent'anni nel '77. E che ora ne ha diciotto Wed, 12 Oct 2016 08:26:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Bologna, l’ultimo sgombero https://www.micciacorta.it/2016/10/22529/ https://www.micciacorta.it/2016/10/22529/#respond Wed, 12 Oct 2016 07:58:41 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=22529 Cariche della polizia e scontri, ma per il comune «le persone sono uscite serenamente». Un centinaio di inquilini vivevano negli edifici nel cuore del quartiere Bolognina

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BOLOGNA Giornalisti tenuti a distanza e uno sgombero eseguito da decine di agenti in tenuta anti sommossa. Così a Bologna ieri mattina è caduta l’ultima occupazione abitativa, quella di via Mario de Maria, nel cuore del quartiere della Bolognina. Un doppio edificio di cinque piani di proprietà privata, rimasto inutilizzato per anni e dal marzo 2014 diventato la casa di un centinaio di persone, famiglie con bambini e single. Ieri mattina all’alba è arrivato l’ormai più volte annunciato sgombero, con le forze dell’ordine che si sono presentate poco prima delle sei del mattino blindando la zona e stabilendo un cordone di sicurezza per tenere lontani i manifestanti che si sono poi radunati in zona col passare delle ore. I contatti tra attivisti – un centinaio – e le forze dell’ordine sono stati numerosi. Per tre volte gli attivisti di Social Log hanno tentato di avvicinarsi, per tre volte gli agenti sono scattati in avanti manganellandoli. Poi altre due cariche con tanto di inseguimento in mezzo al traffico in tilt e cassonetti ribaltati dagli attivisti. Nel frattempo, a poche centinaia di metri, lo sgombero veniva portato a termine. E qui, visto che i giornalisti sono stati tenuti per scelta a distanza, i racconti sono due, diversissimi. Secondo l’assessore alla casa del Comune di Bologna, Virginia Gieri, «le persone sono uscite serenamente». Gieri ha raccontato di essere sempre stata in contatto con il vicequestore per garantire che tutto andasse liscio per le famiglie all’interno dell’occupazione. Ed è andata così? «Assolutamente sì». La versione degli occupanti racconta una storia diversa, che parla di manganellate, due feriti e l’utilizzo di uno spray urticante (eventualità esclusa invece dalla questura). Di sicuro i vicini di casa hanno sentito urlare dentro l’edificio mentre gli agenti risalivano i piani. In un video diffuso in rete si vede un occupante ora ricoverato in ospedale raccontare di essere stato buttato a terra e pestato da più agenti. Tutti gli sgomberati – un centinaio – sono stati assistiti dal Comune e ieri notte sono stati alloggiati chi in dormitorio, i single, chi in strutture di accoglienza e hotel della zona, le famiglie. Lo sgombero era stato disposto dalla Procura per dare seguito a un sequestro giudiziario, firmato dal pm Antonello Gustapane e vistato dal procuratore aggiunto Valter Giovannini. Ora in città non resta più nessuna occupazione abitativa. La più grande, quella dell’ex Telecom di via Fioravanti, era stata sgomberata nell’ottobre 2015 e aveva portato il sindaco Virginio Merola a promettere: «Mai più sgomberi con la forza». Sullo stabile sgomberato ieri era stata intavolata dall’ex assessore al welfare Amelia Frascaroli una lunga trattativa per regolarizzare la situazione, trattativa poi arenatasi tra inconvenienti burocratici e richieste economiche della proprietà giudicate troppe esose. A Bologna resta ora la grande occupazione del collettivo Làbas, che dal 2012 «abita» in un’ex caserma ora di proprietà di un fondo di investimenti legato alla Cassa depositi e prestiti. Anche su Làbas, che accoglie da tempo una ventina di senza casa con il progetto «Accoglienza degna», pende un decreto di sequestro firmato nel dicembre dell’anno scorso. Nel frattempo il collettivo ha partecipato alle ultime amministrative impegnandosi nell’avventura di Coalizione civica, rete della sinistra cittadina che ha portato due consiglieri in Comune. È proprio una di loro, la consigliera Emily Clancy a sparare a zero contro lo sgombero: «Si è consumato l’ennesimo violento sgombero di famiglie con impiego spropositato di forze dell’ordine e senza alcuna mediazione da parte della giunta». Il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia annuncia invece un’interrogazione al ministro Alfano per chiedere conto dell’operato delle forze dell’ordine. SEGUI SUL MANIFESTO

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Sgombero di senza casa a Galliera, primo atto della giunta Merola bis https://www.micciacorta.it/2016/07/22188/ https://www.micciacorta.it/2016/07/22188/#respond Wed, 13 Jul 2016 06:17:16 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=22188 Sgomberata l’occupazione di Mura di Porta Galliera, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Bologna. Famiglie, single, anziani, bambini

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BOLOGNA Ci sono volute sei ore per sgomberare l’occupazione di Mura di Porta Galliera, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Bologna. Famiglie, single, anziani, bambini. Negli ultimi due anni lo stabile occupato dal collettivo Social Log ha accolto una sessantina di persone senza casa o sotto sfratto, quasi tutte travolte dall’onda lunga di una crisi che continua a falciare prima di tutto chi non è nato in Italia e non ha una rete di supporto in grado di sostenerlo quando sparisce il lavoro e arriva lo sfratto esecutivo. Alla fine gli agenti della questura, aiutati dai pompieri, sono riusciti ad avere la meglio sulle barricate artigianali erette dagli occupanti, e visto che non è bastato, sono entrati nello stabile anche dal quarto piano, di fatto mettendo fine al tentativo di resistenza. Per almeno tre ore gli occupanti – e tra loro anche tre donne in gravidanza e 18 minori – sono rimasti senz’acqua perché a inizio sgombero i tubi sono stati chiusi. «Nemmeno in un assedio medievale», ha urlato un attivista sotto il sole di quella che potrebbe essere ricordata come la giornata più calda dell’anno a Bologna. Il piccolo presidio creatosi fuori dallo stabile, bottiglie alla mano, ha prima chiesto di poter rifornire d’acqua gli occupanti resistenti, poi ha tentato di fare da sé. Il risultato, per tre volte di seguito: lanci d’acqua e bottiglie contro gli agenti (e qualche calcio), manganellate contro i manifestanti. A sgombero ultimato, fino alle cinque del pomeriggio sono rimaste in strada le mamme con i passeggini e i bimbi più grandi con i loro giochi, chi in braccio al papà e chi addormentato sull’asfalto. Le famiglie, tutte prese in carico dai servizi sociali del Comune, si sono ritrovate con in mano un pezzo di carta con scritto in quale albergo passare la prima notte. I single invece hanno dovuto mettersi in fila per un posto nei dormitori cittadini. Lo sgombero arriva pochi giorni dopo l’annuncio della nuova giunta Merola bis, appena insediata dopo la vittoria al ballottaggio del sindaco dem sulla leghista Borgonzoni. Sull’occupazione pendeva il sequestro disposto dal Tribunale del riesame a ottobre, che si pronunciò dopo un ricorso della procura che su questi temi, da tempo, è attivissima. In seguito a un esposto di alcuni residenti anche il sindaco risponde di omissione di atti d’ufficio per mancata tempestiva liberazione dell’immobile. Si vedrà se i pm decideranno per l’archiviazione o per il rinvio a giudizio. «Questa amministrazione interviene immediatamente per proteggere tutte le persone in condizioni di difficoltà e disagio – ha dichiarato Merola -In questo caso il ripristino della legalità si è accompagnato a un intervento teso a tutelare l’incolumità delle famiglie presenti nello stabile dichiarato inagibile». Resta il fatto che con la nuova giunta l’era dell’ex assessore al welfare Frascaroli, fatta di trattative con i collettivi, sembra archiviata. Il nuovo assessore alla casa Virginia Gieri, renziana doc, per l’intera giornata ha lasciato parlare i comunicati stampa del Comune, mentre l’assessore al welfare Luca Rizzo Nervo alla domanda su una futura interlocuzione politica con gli occupanti ha risposto così: «Noi ci occupiamo delle persone in difficoltà». SEGUI SUL MANIFESTO

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