Waffen SS – Micciacorta https://www.micciacorta.it Sito dedicato a chi aveva vent'anni nel '77. E che ora ne ha diciotto Fri, 29 May 2015 11:45:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Niente giustizia per Sant’Anna Evita il processo uno dei carnefici https://www.micciacorta.it/2015/05/niente-giustizia-per-santanna-evita-il-processo-uno-dei-carnefici/ https://www.micciacorta.it/2015/05/niente-giustizia-per-santanna-evita-il-processo-uno-dei-carnefici/#respond Fri, 29 May 2015 11:45:18 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=19704 La procura di Amburgo rinuncia a perseguire il 93enne Gerhard Sommer

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Non ci sarà giustizia, in Germania, per la strage nazista di Sant’Anna di Stazzema. Dopo un’interminabile serie di ritardi, la procura di Amburgo ha deciso di evitare il processo ad uno dei responsabili dell’eccidio, il novantatreenne Gerhard Sommer. Soffre di demenza senile, è stato annunciato, e portarlo sul banco degli imputati, con l’alta probabilità di una condanna, lo avrebbe trasformato in «un passivo oggetto di persecuzione pubblica». Una scelta discutibile, che ha lasciato profondamente insoddisfatti i superstiti e i familiari delle vittime di un massacro efferato. Furono 560 i civili, tra i quali un centinaio di bambini, eliminati nell’agosto del 1944 dalla 16° divisione delle Waffen SS, la Reichführer, di cui Sommer faceva parte. Si trattò di una scelta precisa, che si inquadrava nella strategia nazista di terrorizzare la popolazione per stroncare i suoi legami con la Resistenza. La magistratura tedesca, insomma, ha stabilito la necessità «proteggere» Sommer. E lo ha fatto, tra l’altro, sulla base della perizia di uno psichiatra che ha ascoltato solo le dichiarazioni del diretto interessato e della figlia. Va ricordato, comunque, che è trascorso inutilmente un lungo periodo di tempo durante il quale le condizioni dell’ex ufficiale si sono aggravate. Le richieste della magistratura italiana furono archiviate infatti nel 2012 dalla magistratura di Stoccarda, dopo dieci anni di attesa, alla luce di considerazioni che furono accolte in Italia con grande stupore. Secondo la corte di Stoccarda non vi erano prove sufficienti contro i sospettati e non poteva essere accertato che quanto accadde nel borgo in provincia di Lucca sarebbe stato «un’operazione pianificata» contro i civili e non una rappresaglia di guerra. Grazie al lavoro della avvocato Gabriele Heinecke, la legale dell’associazione dei familiari delle vittime, il caso fu poi riaperto dalla corte federale di Karlsruhe e inviato nuovamente alla procura di Amburgo, la città dove Sommer risiede. Questa lunga storia giudiziaria si è chiusa adesso definitivamente con la decisione (criticata ieri anche dal direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, Efraim Zuroff) di non ritenere processabile l’ex ufficiale nazista. «Le responsabilità storiche sono state scritte, ma se le vittime hanno un nome, hanno un nome i criminali che hanno ucciso questi innocenti. E questi nomi noi avremmo voluto che fossero scritti», è stato il commento del sindaco di Stazzema, Maurizio Verona. Meglio di così non si sarebbe potuto dire. Paolo Lepri

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È iniziato in Germania il processo a un ex nazista https://www.micciacorta.it/2015/04/e-iniziato-in-germania-il-processo-a-un-ex-nazista/ https://www.micciacorta.it/2015/04/e-iniziato-in-germania-il-processo-a-un-ex-nazista/#respond Tue, 21 Apr 2015 14:00:05 +0000 https://www.micciacorta.it/?p=19321 Oskar Gröning, che ha 93 anni, faceva il contabile ed è accusato di essersi reso «complice di almeno 300 mila crimini» ad Auschwitz

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Settant’anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, martedì 21 aprile è iniziato a Lüneburg (Germania, Bassa Sassonia) uno degli ultimi processi contro un ex nazista: Oskar Gröning, che ha 93 anni e è accusato di essersi reso «complice di almeno 300 mila crimini» commessi ad Auschwitz nel 1944. Il settimanale tedesco Spiegel, che lo aveva intervistato nel 2005, lo ha soprannominato “il contabile di Auschwitz”. Nato nel 1921 a Brema da una famiglia molto nazionalista, Oskar Gröning è rimasto orfano della madre a 4 anni ed è stato cresciuto dal padre, che faceva parte dell’organizzazione paramilitare Der Stahlhelm per «la rigenerazione del popolo tedesco». A 18 anni Gröning ha aderito al Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi (NSDAP) e un anno dopo è entrato a far parte delle Waffen SS, forza armata della Germania nazista nata nel marzo 1933 come braccio militare delle SS. A causa delle sue competenze contabili, nel 1942 venne inviato al campo di Auschwitz-Birkenau dove rimase per due anni: il suo compito era smistare i bagagli dei deportati, contare e classificare il denaro trovato tra i loro effetti personali e inviarlo a Berlino. Nel 1944 Oskar Gröning venne trasferito al fronte nelle Ardenne. Ferito, fu fatto prigioniero dagli inglesi il 10 giugno del 1945. Terminata la guerra, venne liberato nel 1948 e riprese una vita apparentemente normale; sposato con due figli, ha lavorato e fatto carriera in una società di assicurazioni. Nel 1985 venne coinvolto come testimone a un processo. Le accuse contro di lui – che nel frattempo aveva raccontato la sua esperienza in un libro di memorie, in diverse interviste e anche in un documentario della BBC – vennero però giudicate insufficienti e il procedimento nei suoi confronti venne abbandonato. La situazione è cambiata però nel 2011 con la condanna a cinque anni di reclusione di John Demjanjuk per “concorso in omicidio” di quasi 30 mila persone. Prima del 2011 nel sistema giuridico tedesco per arrivare all’effettiva condanna degli ex nazisti doveva essere provata la responsabilità individuale dell’imputato: dopo il 2011 è diventata sufficiente la sua “partecipazione” in varie forme allo sterminio sistematico e alla cosiddetta “soluzione finale”. La procura tedesca ha limitato la sua accusa al periodo in cui il Gröning ha lavorato nel campo di Auschwitz-Birkenau, tra il 16 maggio e l’11 luglio del 1944, due mesi durante i quali arrivarono al campo 137 treni con circa 425 mila persone deportate dall’Ungheria, di cui almeno 300 mila vennero immediatamente inviate nelle camere a gas perché inabili al lavoro. Secondo l’accusa Oskar Gröning non poteva non essere a conoscenza di quanto stava accadendo ed è stato esplicitamente accusato di aver «fornito benefici economici al regime nazista e di aver sostenuto l’impresa sistematica degli assassinii». Più di 60 persone compariranno al processo come parti civili. A differenza di John Demjanjuk, Oskar Gröning non ha negato il suo coinvolgimento, confutando anche in modo esplicito gli argomenti dei negazionisti: «È un mio dovere, alla mia età, dire le cose che ho visto e oppormi a coloro che le negano. Ho visto i forni crematori, ho visto le fosse dove si bruciavano i corpi. Voglio che voi sappiate che queste atrocità sono esistite. Io ero lì». Gröning ha descritto nei dettagli alcuni fatti a cui ha assistito, ammettendo che quegli eventi lo hanno ossessionato per tutta la vita: più volte, come ribadito oggi nella sua prima udienza in tribunale, ha chiesto perdono. Ha sempre però parlato di se stesso come di un «piccolo ingranaggio della macchina», dichiarandosi giuridicamente innocente. Christoph Heubner, vice presidente dell’Internationale Auschwitz Komitee, ha spiegato che «in Germania, 43 ex SS sono stati portati in tribunale: di questi, 9 sono stati condannati al carcere a vita, 25 al carcere e il resto è stato assolto. Si tratta di una percentuale infima». Ci sono tuttora aperte diverse indagini contro ex nazisti. La procura di Amburgo sta indagando ad esempio su Hilde Michnia, 93 anni, che si sospetta abbia fatto parte delle SS come guardia nei campi di Bergen-Belsen e Gross-Rosen: avrebbe avuto un ruolo in una “marcia della morte” in cui morirono oltre 1.400 donne. Altri due uomini che facevano parte delle SS a Auschwitz dovranno affrontare un processo per le stessa accuse che sono state rivolte a Oskar Gröning. Il processo di Gröning dovrebbe durare fino al prossimo luglio. Foto: Oskar Gröning nel tribunale di Lüneburg, 21 aprile 2015 (AP Photo/Natacha Pisarenko)

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