L’Antigone contro l’emergenza di Rossana Rossanda

Nel marzo del 1985 usciva il primo numero della rivista Antigone, bimestrale di critica dell’emergenza. In apertura il tema della dissociazione, con un lungo saggio di Rossana Rossanda, con editoriale del direttore Luigi Manconi; San Patrignano l’anomalia e la forma; l’Affare Moro ; i bambini detenuti

Nel marzo del 1985 usciva il primo numero della rivista Antigone, bimestrale di critica dell’emergenza. In apertura il tema della dissociazione – vivevamo ancora la stagione della lotta armata -, con un lungo saggio di Rossana Rossanda; l’emergenza come forma di governo, con editoriale del direttore Luigi Manconi; San Patrignano l’anomalia e la forma; l’Affare Moro ; i bambini detenuti. Con scritti di Agamben, Cacciari, Baget Bozzo, Bronzini, Gallini, Palma, Mosca, Neppi Modona, Pavarini, Ramat. Chi scrive ne era il direttore editoriale. La rivista fu il punto di arrivo di una mobilitazione contro ogni legge d’emergenza e della contro-informazione quotidiana de il manifesto, protagonista Rossana Rossanda che aveva tra l’altro denunciato l’inconsistenza accusatoria del «teorema Calogero».

La nascita della rivista – collegata al quotidiano ma autonoma nella sua specificità – fu possibile grazie alla originale costruzione che, sempre per iniziativa di Rossana Rossanda, era nata pochi anni prima: la Cooperativa Il Manifesto Anni ’80. Fu una sortita organizzativa vitale di fronte ad una situazione degenerata che sembrava chiudere, tra nuove divisioni, pesantemente il ruolo del giornale e lo spazio della sinistra tutta. Una sortita lungimirante nel definire la durata di un periodo che sarebbe stato di netta transizione epocale, rilegittimando però le ragioni politiche e culturali dell’«impresa Manifesto», non con un partito ma attraverso una miriade di iniziative politico-editoriali, che avrebbero influito fortemente sulla sinistra e sulla cultura italiana.

Nacquero così L’Indice, rivista di sole recensioni, Nautilus che coordinava l’azione diffusa per la demanicomializzazione che grazie a Basaglia era diventata legge, I Giorni Cantati, che già esisteva ma in una veste grafica nuova, su storia e tradizioni popolari coordinato da Alessandro Portelli, il Gambero rosso, diretto da Stefano Bonilli sulla cultura materiale del cibo, e infine Arancia blu sulla nuova ecologia. Inoltre si aprì un lavoro di analisi sull’informatica – il manifesto diventò nel 1984 il primo giornale informatizzato d’Europa – e fecero le prime mosse le edizioni della ManifestoLibri.

La rivista Antigone in particolare divenne il crogiolo che elaborava i contenuti di tutte le battaglie sulla dissociazione dalla lotta armata, per i diritti dei detenuti, contro l’ergastolo, contro la tortura. Sei anni dopo nel 1991 nacque l’«Associazione Antigone» che da allora coniuga sul campo idee, campagne e movimenti.

Per molto tempo ho pensato che l’«antigonista» Rossana Rossanda fosse Antigone «rediviva», inverata nel suo sforzo sovrumano, drammatico, di essere dalla parte del torto. E per esser chiari: questo breve tratto di storia non è per raccontare come eravamo ma come dovremmo essere.

* Fonte: Tommaso Di Francesco, il manifesto

You may also like

0 comments

Leave a Reply

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Sign In

Reset Your Password