Resistenza

Quel feno­meno sto­rico, cul­tu­rale, sociale, mili­tare e poli­tico che chia­miamo Resi­stenza è non solo una com­plessa somma di sog­getti ed eventi ma un campo di dure­voli contrapposizioni

Una florida pubblicazione di diari, ricordi, biografie e romanzi sull’esperienza partigiana. Mentre la storiografia continua a riproporre chiavi di letture consolidate su una vicenda spartiacque nella storia repubblicana

Ven­ti­cin­que aprile settant’anni dopo. Il filo rosso della memo­ria è il tenue rac­cordo che ha attra­ver­sato que­sti sette decenni rima­nendo uguale a se stesso

25 aprile. In Italia, il «crollo del Muro» è stato l’episodio usato per demonizzare l’antifascismo. E per equiparare i «rossi» ai «neri»

Oggi la memo­ria dei pro­ta­go­ni­sti di allora, dei par­ti­giani della mon­ta­gna, dei caduti, dei depor­tati, di coloro che ci resti­tui­rono dignità e libertà, è una memo­ria offesa

25 aprile. L’attacco contro la Costituzione si scatena perché la nostra società è passiva, privata di soggettività, estranea alla politica di cui non si sente, e non è, più protagonista

Verso il 25 aprile. Massimo Ottolenghi, una vita lunga 100 anni (a giugno), militante di Giustizia e Libertà. Durante la guerra organizzò nelle Valli di Lanzo e a Torino, una rete di soccorso per ebrei e perseguitati

Molti di quei giovani rifiutano di arruolarsi nell’esercito di Salò, e una parte di essi affluisce in montagna e dà vita alle prime bande partigiane

Nuovi studi approfondiscono il sostegno che i soldati sovietici, alcuni scampati alla prigionia dei tedeschi, diedero alla lotta di liberazione dei partigiani

A 70 anni dalla Liberazione non possiamo smettere di essere partigiani

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